La Politica in coro: “Altro che Mafia, la vera piaga sono le liti di condominio!”

da_leggere_mafia_export_smemo_news_lifestyle_full- RIMINI –  La polemica sembra non placarsi. Dopo che i giornali locali, con un tempismo quasi perfetto, hanno riportato le dichiarazioni di quattro mesi fa dell’Assessore Regionale sulla presenza mafiosa in Riviera, il Partito Democratico non si tira indietro e rilancia: “Basta con la mistificazione della stampa locale! Come tutti i lettori dei quotidiani e dei siti locali sanno, la vera piaga della nostra provincia sono le liti di condominio e gli animali selvatici investiti da automobilisti violenti!”. Continue reading

Arrestato Babbo Natale. Preso con le mani nel sacco!

babbo-natale-arrestatoLa Guardia di Finanza, all’alba, ha compiuto in tutta Italia una serie di arresti nell’ambito dell’operazione “Natale Pulito”. Le indagini, partite nel gennaio scorso, sono state coordinate dalla Polizia Postale che si è insospettita per la quantità di lettere, contenenti richieste di doni e vario materiale pornografico, recapitate a una casella postale di Roma intestata, come si è scoperto, a un prestanome dell’organizzazione.  Tra gli arrestati figura anche il capo dell’organizzazione, Santa Claus detto “Babbo Natale”.

Continue reading

San Marino e l’impari lotta all’evasione

L’impari lotta all’evasione può essere riequilibrata anche con strumenti normativi, come l’accertamento sintetico, che permettono al Fisco di presumere l’evasione basandosi sul semplice assunto che se c’è una spesa c’è anche un reddito che la consente. Su questo tema, però, la riforma fiscale in discussione pecca di coraggio. Continue reading

I motivi di una patrimoniale

imageLa categoria dell’animo che fa riferimento all’equità non può essere usata per giustificare l’imposta patrimoniale. Non si può neppure dimostrare una maggior giustizia dell’imposizione progressiva: è indubbio come il suo peso gravi solo sul lavoratore dipendente, essendo impossibilitato ad evaderla. La patrimoniale attiene, invece, alla categoria delle cose necessarie. L’economia di un Paese è simile a una famiglia con un parente che, amando più il videopoker che la sobrietà, finisce per portare al dissesto tutto il parentado. Continue reading

Colpevole fino a prova contraria

tasseL’impossibilità da parte dello Stato di perseguire con efficacia l’evasione unito a un certo genio italico nello schivare le tasse, ha portato negli anni il Governo ad emanare norme che stravolgono il principio dell’innocenza fino a prova contraria.   Di queste le più famose sono quelle che riguardano gli studi di settore e il redditometro. Entrambe si basano sul semplice concetto che in base a determinati parametri il contribuente deve dichiarare un certo reddito. Se ciò accade viene lasciato in pace. Se ciò non accade è onere del contribuente stesso dimostrare il perché di questo fatto. Della serie: sei evasore fino a prova contraria. Continue reading

Lettera a un Partito mai nato

imageCaro Partito Democratico,

ammetto di averti tradito. Un tradimento consumato a metà, però.  Ho votato il Movimento 5 Stelle, ma solo al Senato, anche se l’idea di partenza era quella di tradirti per intero. Il simbolo e una certa storia in comune alla fine hanno pesato. Ma ti assicuro che non è stato semplice neanche così. Tutt’altro. Di tutto questo, però, ho ben chiaro il momento in cui ho maturato la decisione.  E’ colpa di un operaio, precisamente quello del Sulcis. Quello che ogni giorno si cala sotto terra, per 1.200 euro al mese, perchè vuole evitare a suo figlio la stessa sorte. Lo vuole mandare all’Università, farlo studiare, non fargli fare quella vita schifosa che fa anche lui. Ma suo figlio, finita l’Università, non troverà lavoro e dovrà andare all’estero. Perchè qui il lavoro c’è, ma è quello da 500 euro al mese. Perchè qui da noi il figlio di un operaio, rimane operaio. La scala sociale non funziona più. Tu queste cose, caro PD, non le hai dette in campagna elettorale. Non sei andato a vedere a Carbonia, dove scavano del carbone per buttarlo via, tanto fa schifo. Ma se non facessero così non avrebbero niente da mangiare. Non sei andato a Taranto a vedere la gente che per mettere insieme uno straccio di stipendio deve respirare la merda e spaccarsi la schiena per far accumulare i profitti a un tuo antico finanziatore. Continue reading

Due o tre cose che so del centro storico

imageIl centro storico è una filosofia di vita: niente traffico, vita più lenta e riflessiva, incontrare gente, vivere senza lo smog.  Poi ci sono i lati negativi: la spesa da carreggiare per mezzo chilometro,  l’auto parcheggiata dove capita, spesso tre piani di scale senza ascensore. Il centro è l’elogio della lentezza. L’elogio della vita a misura d’uomo. L’elogio del dialogo e dell’incontro. So qualcosa di tutto questo perchè sono sei anni che ci lavoro convintamente. E continuerò a farlo. I problemi ci sono, alcune soluzioni dipendono dalla politica, altre no:
- gli affitti schifosamente alti. È innegabile, vale sia per gli immobili a uso abitativo che per i negozi. Per un monolocale ti chiedono 600 euro al mese, per un negozio anche 10.000 euro. Temo, però, che a nulla serva la manovra sull’Imu, per una evidente e conosciuta inefficienza del mercato immobiliare: salvo il caso di chi è costretto a vendere (quindi a svendere), agli altri non frega assolutamente niente se il loro appartamento non si vende e non si affitta. Lo terranno lí ad aspettare qualcuno che gli dia ciò che chiedono. E per la legge della domanda e offerta questo qualcuno lo trovano.
- gigantismo degli appartamenti. La dimensione media di una unità locale è di tre-quattro camere, con sale da pranzo che sembrano piazze d’armi. Anche in un mercato in crisi un appartamento di 130 metri è capace di costare 250.000 euro. Si deve dare la possibilità di frazionare gli appartamenti: lo strumento ci sarebbe, ed è il Psc. Ma giace immobile nei cassetti. E questo fatto dipende dalla  politica.
- i parcheggi con tariffe lunari. La storiella che in centro mancano i parcheggi vale a malapena per il sabato mattina. in tutti gli altri giorni i parcheggi sono mezzo vuoti: il fatto è che un’ora di parcheggio costa 1.30 euro e non c’è tariffa forfettaria. A Cesena con un euro parcheggi tutto il giorno dentro l’ufficio del sindaco. Anche qui è colpa della politica.  Invece di fare cassa per mantenere quel carrozzone pubblico che è l’Agenzia Tram, si potrebbero fare tariffe agevolate.
- un’offerta commerciale inadeguata al tempo che viviamo. Abbiamo due estremi: negozi che vendono mutande firmate a 80 euro e negozi che vendono sigarette elettroniche. Qui la politica c’entra poco, ahimè.
Altro non so. Ma ho ben presente il centro storico di Forlì. E non mi piace. Ma siamo su quella strada, purtroppo.

Ma quanto vale la Grecia?

Esperti e professoroni di chiara fama ci hanno raccontato che per valutare il benessere di un Paese, oltre al classico Pil, occorre prestare attenzione ai livelli di Spread, all’andamento della propria Borsa Valori e alla fiducia che i mercati finanziari assegnano alla classe politica del luogo. Continue reading

Riordino delle Province: tanto rumore per nulla!

Considerato che ho un po’ di tempo a disposizione, volevo fissare alcuni punti.
1. Ritorna in auge la Provincia di Rimini. Il decreto 188/2012 rende giuridicamente valido l’accorpamento delle Province. Se questo decreto non viene convertito vuol dire che l’accorpamento delle Province non avviene e rimangono in vita quelle precedenti. Nulla rileva, infatti, il rispetto del limite dimensionale. La procedura prevista, infatti era la seguente: Continue reading

Di moneta e altre alchimie

Capita, spesso, di imbattersi in articoli che già dal titolo ti lasciano perplessi. Poi li accantoni, ma non li dimentichi, anzi ti riproponi di riprenderli in mano, con la speranza che la prima impressione sia fallace. A me è capitato con questo articolo di Federico Rampini, uscito su Repubblica del 02 settembre 2012. Rampini, che di economia ne dovrebbe sapere anche perchè a Repubblica lo pagano per scrivere di questo, sostiene una tesi del genere: come sono fortunati gli americani che possono stampare moneta, ricetta che fa aumentare i posti di lavoro. Gli europei non possono farlo, mannaggia!
Prima di intrapredere la spiegazioni della teoria “rampiniana” della moneta, è utile fare una precisazione tecnica: il tasso di interesse dei titoli di stato, e più in generale delle obbligazioni, dipende dal grado di appettibilità dei titoli stessi. Cioè, in altre parole, se tutti vogliono comprare il titolo di stato italiano, il tasso di interesse si abbassa. Se nessuno lo vuole comprare (come accade oggi, ahimè) il tasso di interesse aumenta. Questo accade perchè, chi acquista, ha paura che lo stato possa fallire e, quindi, vuole un premio maggiore (l’interesse, per l’appunto) per comprare questo titolo. Continue reading