Author Archives: Giovanni Benaglia

RECENSIONI: LA BUSSOLA D’ORO

Odio i film fantasy. Lo dico subito. Per esempio: Il signore degli anelli a me non è piaciuto. Ma dico io, come si fa ad appassionarsi a un film dove c’è un nano con i piedi grossi (un Hobbit Scaramacai) che un giorno esce di casa, imbarca su una compagnia composta da elfi effeminati, altri nani, un fricchettone con i capelli lunghi, due sgallettate, per andare a buttare un anello dentro un buco, guardare l’effetto che fa e poi tornare a casa? Ciò premesso, per evitare una angosciante domenica sera da single accetto l’invito di due amici e vado a vedere ‘sto film stimolato dal fatto che ci sono Daniel Craig, miglior James Bond da vent’anni a questa parte, e Nicole Kidman, che è una delle poche donne, assieme ad Angelina Jolie e Naomi Campbell, per cui potrei pensare di fare una follia. Continue reading

Sull’urbanistica riminese…

Il mio amico e compagno (compagno, sì proprio così, sarà demodè ma mi sono stufato di ‘sta storia degli amici democratici che fa tanto Club Amici della Briscola) Eugenio Pari, capogruppo consigliare del PDCI a Rimini, di cui segnalo il blog (la cittafutura.splinder.com) che già dal titolo lascia presagire una non comune voglia di ipotizzare il nostro futuro e non accontentarsi di un rassicurante ma triste presente, mi ha inviato questo commento a un mio post precedente inerente all’HABITAT RIO RE. Lo riporto per intero perché contiene elementi interessanti: su tutti l’approfondimento degli ineluttabili “diritti acquisiti urbanistici”, gli stessi che, in sede di approvazione proprio dell’habitat rio re, qualcuno della maggioranza ha richiamato e che io ho riassunto nell’esclamazione “potevamo fare di peggio”.
Caro Giovanni,
sei piuttosto corrosivo, però devo precisare una cosa (non che mi vanti, mi sarei vantato di avere ridotto l’impatto) in maggioranza non tutti abbiamo votato a favore. Qualche amico e compagno si è astenuto per esempio, io, ahimè da solo, ho votato contro. Ti allego un paio di miei comunicati (mai pubblicati da nessun giornale): Continue reading

Taglio ai gettoni, i consiglieri:”Basta!!Qui c’è gente che lavora!!”

-RIMINI- Il taglio, annunciato dalla Presidenza del Consiglio, ai gettoni dei consiglieri comunali di Rimini sta suscitando polemiche a non finire. Yuri Magrini, vicecapogruppo del PD, è indignato: “Queste cose si dicono prima, non si fanno sorprese”. Poi se la prende con gli assenteisti:”C’è chi ne approfitta, facendo assenze bene sapendo che non comporteranno alcuna rimessa”. Samuele Zerbini in qualità di delegato della RSU interna, invece, sceglie la linea del dialogo, rassicurando anche sul premio produzione previsto per la fine dell’anno: “Il numero delle commissioni è stato più basso ma perché mancano ancora i mesi di novembre e dicembre, in genere fitti di appuntamenti in dipartimento. Alla fine il gettone sarà simile a quello dell’anno scorso”.

Ma i mugugni aumentano e molti si trincerano dietro l’anonimato. “La Presidenza del Consiglio ci vuole ridurre alla fame: chi lo dice a mio figlio che quest’anno Babbo Natale a casa nostra non passerà?” urla un consigliere comunale. Un altro: “Il nostro è un lavoro usurante: sapete quante varianti votiamo in una seduta? E alzare il braccio per centinaia di volte? Guardi, ormai io non riesco più ad alzarlo oltre le spalle!”. Altri invece posano l’accento sulla sicurezza sul lavoro: “Sapete cosa può accadere se ci cade una rassegna stampa sul piede?! Oppure il fascicolo intero dell’ultima variante votata? E le radiazioni del computer regalatoci dal Comune?!”. Si annunciano forme di proteste: “Se non ci riconosceranno il nostro giusto salario bloccheremo tutte le varianti e se non basta ci legheremo alla sbarra della sede del Comune!”.

Infine c’è chi se la prende con la Presidenza del Consiglio definendola “l’ultima guardiana dell’imperialismo capitalista che sfrutta il lavoro precario trattandoci come merce e non come persone”. L’elettore anonimo del centro sinistra fornisce la sua soluzione per risparmiare risorse: “Diamo un badile a ogni consigliere e mandiamoli a scavare il fossato della Rocca!”

Proposta shock per risollevare il commercio: “L’A14 dentro il centro storico”

Il malumore serpeggiava da qualche settimana, da quando l’Amministrazione Comunale aveva proposto di pedonalizzare il Ponte di Tiberio. “Chiudiamo bottega se le automobili non passano più davanti ai nostri negozi!” fu il commento unanime degli esercenti del borgo. “Macchè chiudere il ponte! Sono duemila anni che è lì, che problemi può avere se ci passa sopra una bisarca?”, fu il commento di un esperto. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la proposta di pedonalizzare Piazza Ferrari in vista dell’inaugurazione della Domus del Chirurgo. Qualcuno ha commentato che “non è che per un rudere possiamo bloccare lo sviluppo”.

Nel frattempo le categorie economiche non stanno con le mani in mano e passano al contrattacco: “Per rilanciare il commercio della zona proponiamo che l’autostrada A14 passi per il centro storico, perché l’equazione dello sviluppo è sotto gli occhi di tutti: più auto passano più i negozi lavorano”. Gli studiosi sono già al lavoro: il Ponte di Tiberio non sarà chiuso ma anzi potenziato per accogliere il nuovo tracciato e l’Arco d’Augusto sarà utilizzato come casello e come svincolo per la tangenziale che, invece, dovrà passare per Marina Centro e spazzare via la controproducente isola pedonale estiva. A chi obietta che in questo modo aumentano le polveri sottili, la risposta è chiara: “Ma se sono sottili che fastidio danno?”.

Intanto anche a Nord monta la protesta. Qualche negoziante mugugna perché a Viserbella non ci sono le case e quindi si vende poco. “Non ha senso tenere quella zinganera dietro la ferrovia: ci vogliono le case altrimenti i negozi chiudono”. Lo sconfortato elettore anonimo di centro sinistra commenta: “Se nella lotta fra qualità della vita e il prosciutto cotto che si vende vince quest’ultimo allora, forse, i barbari non avevano tutti i torti a volerci radere al suolo!”

Buena Vista Tavor Club, il locale per risollevare la sinistra riminese

L’ambizione è alta: diventare il locale di ritrovo della sinistra riminese delusa dall’attuale panorama politico. Già il nome richiama le atmosfere di l’Avana e della rivoluzione del compagno Fidel: Buena Vista Tavor Club. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi e le iniziative in cantiere sono molteplici: si va dal Tavor Party, una non stop di pasticche antidepressive prese durante la visione di Porta a Porta con protagonisti Bertinotti e Diliberto, la Piada dei Cotti, variante della famosa piada dei morti ma con il Prozac al posto delle mandorle, il cocktail Zoloft Martini a base di  tre gocce mischiate con il Martini. Poi ancora proiezione dei classici del passato, dalla Corazzata Potemkin ai film polacchi girati in una unica stanza, il successivo dibattito, le reliquie come la salma di Lenin recuperata in un cassonetto del Cremino e l’eskimo che per la prima volta fa la sua apparizione in pubblico perché francamente nessuno sa ancora come è fatto.
Ma non è sinistra se non ci si divide ed allora è già stato annunciato il locale che farà concorrenza al Buena Vista Tavor Club: la Bodeguita del medio, chiamata così non in onore del locale caro ad Hemingway ma bensì per il particolare gesto che si fa quando si entra: pugno chiuso tranne il dito medio alzato in alto. Questo locale avrà come caratteristica, oltre al saluto, il fatto di essere completamente autogestito dagli avventori: si entra tutti, si organizza l’assemblea di autogestione, insieme si decide cosa bere, poi uno va al banco e arraffa la roba per tutti. Alla domanda “chi paga” i gestori non hanno risposto preferendo chiudersi dietro al fatto che “il denaro è sintomo di un sistema imperialista e capitalista che fa del profitto il motore del mondo e mercifica il bere privando la classe operaia del sano gozzoviglio”.
L’elettore anonimo del Pd, attento però alle dinamiche della sinistra, è laconico: “Moretti invitava D’Alema a dire qualcosa di sinistra. Io invito la sinistra riminese a dire semplicemente qualcosa”.

 

Rifondazione style

Fa ancora discutere in città il gesto dell’Assessore Buldrini rivolto ai facinorosi della destra riminese. I dirigente locali di Rifondazione Comunista non ci stanno però a far la parte dei grezzi e passano al contrattacco con ferma convinzione:”Solo gli stolti si fermano a guardare il dito e non vedono ciò che questo indica”. Ma alla richiesta di chiarimenti su che cosa volesse indicare, il fronte interno del partito si divide: chi dice il soffitto per suggerire di accendere la luce, chi una evoluzione del pugno chiuso facendo alzare solo il dito medio e chi invece sostiene che il gesto era una risposta alla domanda rivolta da un consigliere di AN: “Quante sigarette ti sono rimaste?”. Infine l’ala più moderata di Rifondazione precisa: “Come dicevano i latini, in medio stat virtus.”

“Il segretario provinciale del PD sarà scelto con il metodo Lombrosiano”

La notizia sta girando da qualche giorno: sembra infatti che i nuovi segretari provinciali del Partito Democratico saranno scelti utilizzando il cosiddetto metodo lombrosiano, costruito basandosi sulle teorie del prof. Cesare Lombroso, noto criminologo italiano di fine Ottocento che aveva elaborato un metodo per cui un cretino o un delinquente lo si poteva riconoscere guardandolo in faccia.

Dalle indiscrezioni trapelate sembra che la votazione avverrà nel seguente modo: si invita a partecipare tutto il popolo delle primarie e il nuovo segretario sarà eletto scegliendo il partecipante con la testa più grossa. Il tutto si basa sul principio lombrosiano per cui un cranio grande significa una intelligenza sopraffina. La commissione statuto è già al lavoro. Ci sono, infatti, da risolvere alcuni problemi come, a titolo di esempio, se misurare la circonferenza fermandosi ai centimetri oppure ai millimetri oppure se considerare la misura al netto o al lordo dei capelli. Una parte fa notare che, oltre alla circonferenza, bisogna tener conto della distanza degli occhi e dell’altezza della fronte: infatti un cranio largo e una fronte piccola, non sono sintomo di intelligenza sopraffina ma tutt’altro. Qualcuno altro propone di verificare anche la grandezza delle scarpe, per ottemperare al detto “contadino, scarpe grosse e cervello fino” ma essendo l’agricoltura in Italia residuale , il metodo risulterebbe di difficile applicazione.

Nei corridoi della politica si respira soddisfazione: da una parte la riscoperta di Lombroso permette di rivalorizzare  quel Made in Italy culturale troppo spesso dimenticato, mentre dall’altro di allargare la partecipazione non solo agli eletti all’assemblea costituente ma a tutto il popolo delle primarie e tenere fede, così, al principio “un testone un voto”.
Le prime applicazioni delle teorie lombrosiane si vedono in questi giorni: la caccia al rumeno, lombrosianamente parlando uno stupratore, a cui seguirà poi la caccia al tunisino spacciatore, al marocchino omicida, all’albanese ladro. Restano esclusi, per il momento, i pakistani ma solo perché una parte li confonde ancora con le sigarette e non se la sente di privarsene.

Infine da registrare il solito commento dell’iscritto livoroso e anonimo: “Una nuova sfida si apre all’orrizzonte: dopo il problema della fuga dei cervelli ci troviamo di fronte al tema dei cervelli in fuga con l’aggravante che i corpi rimangono qui e fanno pure carriera”.

 

“Per combattere il bullismo costruiamo gli asili dentro le caserme!”

Appena arrivato, ma subito prolifico di riformismo il Partito Democratico riminese. Dopo gli asili negli stadi, per unire mattone e istruzione, la nuova frontiera pedagogica riformista propone di costruire gli asili nelle caserme. “Il fenomeno del bullismo dilaga nelle nostre scuole. Costruire gli asili nelle caserme serve per abituare da subito i bambini a crescere nel rispetto delle regole, a diventare esportatori di democrazia negli stati canaglia, dall’Iraq all’Iran.  In questo modo faremo crescere i bambini con la schiena dritta, o come dicono nella Spagna di Zapatero, degli hombre vertical. Possiamo partire da subito eliminando i vecchi  e inquinanti autobus scolastici: il servizio potrà essere svolto dagli autoblindo Sagittario, orgoglio dell’industria bellica italica.”

“Questa proposta dà la cifra del nostro stare in campo, anzi nel centro-campo della politica. Dobbiamo capire che ci vogliono strumenti nuovi per governare, che mettano insieme libertà ma anche rigore, che trovano origine nelle esperienze avanzate dell’Europa, nei giovani che girano il mondo, nel web, Youtube, Myspace, Google, la piadina e Internet” Qualcuno fa notare che forse potrebbe non essere un’idea efficace. Ma i vertici del PD mettono subito le mani avanti. “La nostra è una proposta lanciata lì ma non sappiamo se può funzionare”.  Il solito iscritto che vuole conservare l’anonimato commenta: “E’ il bello del nuovo partito: ognuno può dire una patacata ma, visto il vuoto che c’è attorno, sembra sempre una proposta intelligente. Non possiamo neanche dire che abbiamo raschiato il fondo del barile, perché ci siamo venduti anche quello”.

Infine, visto il successo dell’iniziativa Madonna dell’Acqua, il PD riminese ha deciso di accelerare le iniziative in cantiere a cominciare dalla Statale e dalla Terza Corsia. Nei prossimi giorni sarà lanciata la giornata del San Cristoforo Calamitato: ogni riminese che conserva ancora  il viso del santo che si attaccava sui cruscotti di lamiera delle vecchie Fiat sarà pregato di consegnarlo alle istituzioni locali. Una volta terminata la raccolta si procederà a recitare in suo onore vespri e litanie a rotta continua fino a quando non si vedranno le ruspe all’orrizzonte.  Una ulteriore conferma del profilo riformista del Partito Democratico.

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Intervento al Consiglio Generale della Fondazione CARIM, 9 ottobre 2007

Italo Calvino diceva che ”D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Ho voluto usare questa citazione per spostare l’attenzione di un dibattito che troppo spesso, non in questa sede ma soprattutto nel dibattito cittadino, considera la città una cartolina da vendere arrivando a mercificarne il suo valore. Facciamo le opere archittettoniche, tipo il nuovo Palacongressi, la Fiera, la Darsena per avere una bella cartolina da vendere. Lo dissi quando parlammo di Piano Strategico e in questa sede lo voglio riprendere:  la città è fatta dapprincipio di persone ed è a loro che dobbiamo prioritariamente dare una risposta. Vorrei richiamare nel mio intervento due temi che in questo contesto sono molto sentiti: la sussidiarietà e la famiglia. E lo faccio nel tentativo, peraltro non esauriente, di dare una risposta a quelle domande quotidiane che la nostra città ci pone e che vanno al di là del segno urbanistico o archittettonico, o di una città semplicemente bella da vedersi. Dapprincipio faccio una precisazione: quando parlo di famiglia intendo il nucleo centrale della nostra società, senza distinzione giuridica, senza cioè specificare se intendo famiglia unita in matrimonio o meno, oppure fra persone di sesso uguale o opposto e via dicendo. Ne parlo semplicemente come architrave della nostra società. E per parlare di famiglia e di sussidiarietà, e del ruolo che una istituzione come la nostra deve avere, parlo di due grandi problemi che esistono sul nostro territorio provinciale: la casa e i servizi alla persona. Il ruolo della Fondazione, approfondito ormai più volte, non è quello di essere un surrogato delle istituzioni ma è quello di supportare le istituzioni nell’offrire servizi, professionalità, pensieri, idee e quant’altro possa servire per migliorare il benessere collettivo: sussidiarietà appunto. Continue reading

Il PD riminese: “Siccità? Nessun problema, ci pensa la Madonna dell’Acqua!!”

Il Pd è nato da pochi giorni, ma la differenza nel panorama politico si sente subito: “I riminesi devono stare tranquilli: il problema della siccità lo risolveremo affidandoci alla Madonna dell’Acqua”. Con queste parole rassicuranti, infatti, i vertici locali del neonato partito intervengono sulla crisi idrica che sta coinvolgendo la Romagna da qualche mese a questa parte. “Altro che potabilizzatori, invasi, dighe, e altri costosissimi investimenti: un bel rosario, che con due euro ce la caviamo e per non pesare sulle tasche dei cittadini lo paghiamo noi, e l’acqua sgorgherà dai rubinetti. Poi un piano settimanale di vespri mattutini e pomeridiani e  se tutto questo non bastasse ci rivolgeremo direttamente ai piani alti, che di acqua se ne intendono visto che ci camminavano sopra!”
Allo studio, sul modello adottato per il problema siccità, altre iniziative simili: la nuova Statale sarà affidata a San Cristoforo, protettore degli automobilisti, il problema della sicurezza a Santa Barbara mentre per rilanciare il turismo si pensa di chiamare Santana, che non sarà un santo ma suona  comunque la chitarra da Dio. Poi, ancora, si proporranno delle campagne di sensibilizzazione per far imbottigliare il vino sulla base delle fasi lunari, e quelle che informano su quali giorni scegliere se si vuole concepire un bambino maschio oppure femmina.
Con queste serie di proposte viene a delinearsi, così, il vero profilo del Partito Democratico: un misto di magia bianca, magia nera, credenze popolari, religione.  Nell’immediato, però, tengono banco le prossime scadenze elettorali: c’è da eleggere, infatti, lo stregone provinciale e già c’è qualcuno che pensa alle primarie e chi, invece, a lanciare i sassi in una scodella e vedere cosa succede.
Un iscritto al PD, che vuole mantenere l’anonimato, commenta: “E’ sbagliato dire: “Non sanno più a che santo votarsi”. E’ corretto affermare:“Non sanno più a che santo rivolgersi per farsi votare””.