FOCUS: I ME.FO. BONDS

I Certificati di Credito Fiscale ricordano molto i ME.FO. Bond circolanti sotto il Terzo REICH ed  emessi da una fantomatica Metallurgische Forschungsgesellschaft m.b.H (“Società per la ricerca in campo metallurgico”, da cui poi l’acronimo ME.FO.), di proprietà statale. Non può sfuggire che la Germania, all’inizio degli anni 30, era in ginocchio: l’iperinflazione, lo stratosferico indebitamento causato dai debiti di guerra, i vincoli imposti dalle Nazioni Vincitrici impedivano allo Stato di stampare nuova moneta spingendo sempre di più nel baratro la popolazione tedesca. Per cercare di invertire la rotta, il ministro del Tesoro nazista Hjalmar Schacht (che, ironia della sorte, era ebreo) si inventò i ME.FO. Bond, che erano delle cambiali garantite dallo Stato e incassabili dopo cinque anni dalla loro emissione, i quali venivano utilizzate per pagare i fornitori del Terzo Reich. Ben presto questi titoli cominciarono a circolare autonomamente, sostituendo negli scambi soprattutto fra imprenditori, il denaro contante quale mezzo di pagamento. Lo sviluppo fu impressionante. Questi strumenti, unitamente alle altre misure di politica economica intraprese, fecero uscire nel giro di due anni la Germania dalla crisi, facendo impallidire il New Deal di Roosevelt al quale, invece, gli ci volle una guerra mondiale per risolvere la crisi del 29.

Il limite dei ME.FO. risiedeva nel pericolo che i possessori, tutti allo stesso momento, chiedessero il loro rimborso una volta giunti a scadenza. Cosa che non avvenne mai. Il motivo? L’enorme fiducia che il regime riscuoteva fra i cittadini e le classi dirigenti, dovuta sia alla propaganda ma anche al tangibile miglioramento dell’economia.

(articolo pubblicato su LA TRIBUNA SAMMARINESE, sabato 24 maggio 2014)

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