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Lettera a un Partito mai nato

imageCaro Partito Democratico,

ammetto di averti tradito. Un tradimento consumato a metà, però.  Ho votato il Movimento 5 Stelle, ma solo al Senato, anche se l’idea di partenza era quella di tradirti per intero. Il simbolo e una certa storia in comune alla fine hanno pesato. Ma ti assicuro che non è stato semplice neanche così. Tutt’altro. Di tutto questo, però, ho ben chiaro il momento in cui ho maturato la decisione.  E’ colpa di un operaio, precisamente quello del Sulcis. Quello che ogni giorno si cala sotto terra, per 1.200 euro al mese, perchè vuole evitare a suo figlio la stessa sorte. Lo vuole mandare all’Università, farlo studiare, non fargli fare quella vita schifosa che fa anche lui. Ma suo figlio, finita l’Università, non troverà lavoro e dovrà andare all’estero. Perchè qui il lavoro c’è, ma è quello da 500 euro al mese. Perchè qui da noi il figlio di un operaio, rimane operaio. La scala sociale non funziona più. Tu queste cose, caro PD, non le hai dette in campagna elettorale. Non sei andato a vedere a Carbonia, dove scavano del carbone per buttarlo via, tanto fa schifo. Ma se non facessero così non avrebbero niente da mangiare. Non sei andato a Taranto a vedere la gente che per mettere insieme uno straccio di stipendio deve respirare la merda e spaccarsi la schiena per far accumulare i profitti a un tuo antico finanziatore. Continue reading