Monthly Archives: settembre 2012

Di moneta e altre alchimie

Capita, spesso, di imbattersi in articoli che già dal titolo ti lasciano perplessi. Poi li accantoni, ma non li dimentichi, anzi ti riproponi di riprenderli in mano, con la speranza che la prima impressione sia fallace. A me è capitato con questo articolo di Federico Rampini, uscito su Repubblica del 02 settembre 2012. Rampini, che di economia ne dovrebbe sapere anche perchè a Repubblica lo pagano per scrivere di questo, sostiene una tesi del genere: come sono fortunati gli americani che possono stampare moneta, ricetta che fa aumentare i posti di lavoro. Gli europei non possono farlo, mannaggia!
Prima di intrapredere la spiegazioni della teoria “rampiniana” della moneta, è utile fare una precisazione tecnica: il tasso di interesse dei titoli di stato, e più in generale delle obbligazioni, dipende dal grado di appettibilità dei titoli stessi. Cioè, in altre parole, se tutti vogliono comprare il titolo di stato italiano, il tasso di interesse si abbassa. Se nessuno lo vuole comprare (come accade oggi, ahimè) il tasso di interesse aumenta. Questo accade perchè, chi acquista, ha paura che lo stato possa fallire e, quindi, vuole un premio maggiore (l’interesse, per l’appunto) per comprare questo titolo. Continue reading

SuperPorcellum

Qualche tempo fa Bersani, punto sull’onore, dichiarò che lui, dal punto di vista informatico, non era un pirla. Gli tocca, adesso, dimostrare che non lo è nemmeno dal punto di vista delle riforme istituzionali. Avanza, infatti, un’idea di riforma elettorale che, alternativamente, fa pensare che chi la sostiene sia o in malafede o da ricoverare.
Il Porcellum a guardarlo di fino non sarebbe poi neanche male. E’ un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. C’è un premio di maggioranza che viene dato alla coalizione consentendo, da una parte, di sapere quali sono i partiti che si alleano e chi è il candidato premier, e dall’altra di avere un numero tale di parlamentari per permettere una stabilità di Governo. Continue reading

Come l’umidità sul Titanic

La discussione su dove piazzare il capoluogo della futura Provincia Romagnola ha la stessa utile carica passionale di quella che si sarebbe potuta fare sul Titanic lamentandosi per gli alti livelli di umidità.
Lo dico con la convinzione che, mentre noi stabiliamo che Rimini è migliore di Forlì o Ravenna, o viceversa, oppure meglio Bordonchio che tutti comunque sanno dov’è, gli altri si sfregano le mani pensando che alla fine, comunque, ci hanno fregati. E la fregatura sta in questo tentativo, ormai reiterato e da molti avvallato, di limitare sempre più i luoghi dove si esercita la democrazia in nome di un presunto intento di togliere motivi all’anti-politica. Continue reading