Omicidio nel Parco Cervi di Rimini: ucciso il buongusto!

Fontana in costruzione

Fontana in costruzione

- RIMINI – Duplice omicidio all’interno del Parco Cervi di Rimini: a cadere sotto i colpi di cemento armato e gres porcellanato è il buongusto architettonico dei riminesi. L’amministrazione comunale ha messo a segno una doppietta fontana-panchine che ha piegato la resistenza degli ignari frequentatori dell’area verde posta al centro della città di Rimini. Sembra che l’insano gesto sia stato compiuto sotto la pressione di due comitati locali di cittadini “Basta con quella zinganara” e “Via le bisie dal parco cervi” stanchi di vedere tutta quell’erba e quel verde intorno a casa che rovina l’immagine di una città devota al cemento e alla lottizzazione.

 

Dopo varie forme di proteste il sindaco e tutta la giunta hanno organizzato una ronda all’interno del Parco Cervi muniti di betoniera, calce, carriola e cazzuola e hanno ristabilito la legalità e il decoro cittadino. Piccolo inconveniente durante la ronda: sembra che un esponente leghista un po’ facinoroso si sia fatto prendere la mano e sia caduto dentro la vasca suscitando le risate dei rumeni clandestini che pasteggiano alle spalle del riminese lavoratore ed onesto evasore. Colpito nell’orgoglio l’esponente leghista sia è lanciato contro il crocicchio di clandestini con una carriola carica di bressa. Del corpo dell’esponente leghista si è persa traccia ma si è visto, poco dopo,  girare uno spiedo molto corposo andando ad alimentare ulteriormente la fama di antropofagi dei rumeni.

panchina all'interno del Parco Cervi

panchina all'interno del Parco Cervi

 Dopo la realizzazione della fontana la ronda è passata alla costruzione di una serie di panchine eco-sostenibili in puro cemento armato, contorniato da uno spiazzale anch’esso di pregiato calcestruzzo. Poi, in mancanza della terza corsia dell’autostrada, per fare vedere che qui a Rimini non si dorme nella paglia e non ci si fa mangiare dalle mosche, si è provveduto a realizzare la terza corsia della pista ciclopedonale con tanto di viaggio inaugurale a bordo del risciò Freccia Rossa che ha percorso a tempo di record la distanza tra via Roma e il sottopasso della stazione.

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