Appunti elettorali 2

C’ho preso gusto. Non avendo altro luogo dove esternare di politica lo faccio qui in via telematica. Non ho proprio le idee chiare ma visto dove ci hanno portato quelli che invece le avevano chiarissime, posso tranquillamente dire ciò che voglio con la presunzione di essere di qualche utilità.

  1. Dire, come ho sentito in questi giorni, che a Roma si è perso perché la Sinistra Arcobaleno  ha fatto la fronda è dire una enorme patacata. La differenza fra Zingaretti e Rutelli è così alta che, se fosse una questione di fronda, allora questi della Sinistra Arcobaleno sono veramente dei fenomeni. In realtà bastava ascoltare, l’indomani la sconfitta, qualche commento di elettori del centro-sinistra per capire che la candidatura di Rutelli era sbagliata: ma non si può dire perché si mette in discussione un gruppo dirigente. Avanti così, allora, e come diceva De Gregori, hanno ammazzato Pablo ma Pablo è vivo!
  2. A Rimini ci si è lamentati che non abbiamo intercettato i voti moderati. Bene. Immagino che i voti moderati siano quelli della Lega. Moderati e igienisti perché propongono di usare il tricolore patriottico come ottimo kleenex. Tacendo, ovviamente, della volontà di rafforzare le loro opinioni con i fucili. Forse che, invece, quella dei voti moderati è una enorme panzana? Forse non esistono i voti moderati, ma non diciamolo a qualche ex-margheritino altrimenti dopo non hanno di che lamentarsi per i posti sottratti.
  3. Abbiamo fatto una campagna elettorale basandoci sull’immagine, senza contenuti. Dirò poi. Abbiamo candidato l’imprenditore, il giovane (che appena apre bocca, come successo, fa capire che era solo una figurina e non certo un politico), l’operaio (di cattivo gusto, secondo me, scegliere uno che lavorava alla Thyssen), lo scienziato, il ricercatore, la donna, il disabile, il piccolo imprenditore. Forse era meglio il Berlusconi Transformer del 2001: li avevamo tutti dentro una unica persona.
  4. La forma partito è indipendente dalla vittoria elettorale. Forza italia è15 anni che vince senza avere un partito, né liturgie, né congressi. La Lega, a parte il Nord, qui da noi non ha struttura e prende due volte i voti di Rifondazione, che la struttura ce l’ha. L’Italia dei Valori idem.
  5. A noi la storia delle primarie, salvo una ventata di democrazia, non ha portato nessun valore aggiunto. Abbiamo preso due miseri punti in più del 2006, facendoci sfuggire la frana della Sinistra Arcobaleno.
  6. Quella delle primariette è stata comica: nelle riunioni del circolo si sentivano i nomi più disparati. Dal barbiere del quartiere, all’intellettuale della frazione, all’attore famoso e via andare. Poi ci si lamenta che sceglieva il segretario. Te credo, avremmo fatto settanta nomi se va bene. Forse era meglio non farle.
  7. Credo, alla fine, che sia un problema culturale. La sinistra ha il concetto del bene pubblico inteso come rispetto delle regole, rispetto delle diversità, redistribuzione del reddito. Tutte cose che, se vogliamo banalizzare, ridistribuiscono i doveri e i diritti, eliminano le rendite di posizione. Siamo dei Robin Hood: togliamo a chi ha per dare a chi non ha. La destra è l’opposto: il bene pubblico è pari alla somma dei singoli beni delle categorie che compongono la società. Noi liberalizziamo le licenze dei taxi e delle farmacie perché facciamo gli interessi della collettività, loro si battono contro le liberalizzazioni perché distruggono gli interessi delle categorie che difendono. 
  8. Da leggere l’articolo di De Rita sul Sole 24 ore all’indomani delle elezioni. Dice:”Non valgono più gli interessi ma le comunità di interessi. Questo significa che la dimensione categoriale del blocco sociale non conta più. Gli interessi non si distinguono, ma si sommano”
  9. Qui aggiungo una piccola parentesi per la Sinistra Arcobaleno, di cui non mi occuperò più. E’ vero, esistono ancora gli operai: purtroppo però non esiste più la logica che sta alla base della lotta di classe. Non c’è più l’operaio contro il padrone (leggere, a proposito, Piero Sraffa, economista e teorico del salario come variabile indipendente), come vuole la liturgia comunista. L’operaio, oggi, vuole stare bene ma non a discapito del padrone. Non gliene frega niente, basta che alla fine del mese porti a casa la pagnotta. E, infatti, vota Lega.
  10. Se gli amici di Rifondazione non si danno una mossa staranno lì ancora per vent’anni. Poi se continuano a dare la colpa a Veltroni e alla mancanza della falce e martello…..
  11. Ancora De Rita: “Il consenso non si costruisce sul deficit e sulle reazioni di Almunia a Bruxelles, ma sui posti di lavoro o sul valore del lotto di terra che deve essere espropriato per fare una strada”.
  12. Prodi ha perso perché ha fatto una politica normale. Ha combattuto l’evasione fiscale, ha liberalizzato, ha distribuito. Con qualche problema.
  13. L’evasione fiscale è stata combattuta in un modo pessimo. Visco non ne ha imbroccata una:
    a. primo decreto nel 2006 sull’Iva nell’edilizia. Si scopre, a decreto in vigore, che ha  un effetto dieci volte superiore a quello previsto. I titoli delle società immobiliari in borsa crollano. Si fa marcia indietro.
    b. Revisione studi di settore. Si introducono norme abbastanza ridicole, come quella delle retroattività dell’applicazione. In sostanza, se oggi tu guadagni 100 secondo lo studio, lo dovevi aver guadagnato anche l’anno scorso anche se hai indicato diversamente. Evidentemente incostituzionale.
    c. Tassazione delle rendite finanziarie, con la sinistra radicale in prima fila. Non dò un giudizio di merito ma constato una cosa: passare dal 12,50 al 20% vuol dire colpire le categorie sociali, tipo pensionati, lavoratori dipendente, eccetera, che hanno Bot e votano tipicamente a sinistra. Lasciamo stare la Tobin Tax che lo stesso Tobin ha dichiarato inapplicabile.
    d. L’aumentata burocrazia fiscale. Elenco clienti-fornitori, abolito nel 1994 e ripristinato, norme sul riciclaggio (sopra i 100 euro da luglio bisogna fare i bonifici, ergo quando si va a comprare il pane bisogna stare attenti a non far la figura dello “spallone”)
  14. Lo dicevo prima: è un fatto culturale. La sinistra difende il pubblico, la destra i singoli interessi. E vince, perché la nostra società oggi ha paura. Non solo del diverso, ma di perdere anche quel minimo benessere che ha conquistato. Riprendo il caso dei taxisti: se liberalizziamo le licenze (giustamente!) vuol dire che un taxista che per molti anni ha ammucchiato soldi dalla sua gestione monopolista a un certo punto si irrigidisce e ha paura di perdere quella rendita. Cosa fa, allora? Vota chi quella rendita gliela garantisce e cioè la Destra. La paura di perdere la propria posizione, l’insicurezza, mettiamoci anche gestioni pessime di problemi pubblici (vedi la mondezza a Napoli o l’urbanistica da noi) portano le persone a rinchiudersi nel fortino e a votare chi li protegge. 
  15. Non pensiamo che al nord vince la Lega perché urla “dagli al negro abusivo”. Troppo semplice. Dipende dalle cose che dicevo prima: la Lega lavora sugli istinti primordiali di conservazione e di tutela di un benessere acquisito.
  16. Perché a Rimini governiamo da cinquant’anni? Perché abbiamo lasciato fare ai cittadini ciò che volevano. Basta guardare la viabilità: non c’è una strada uguale all’altra. Negli anni del dopoguerra si è lasciato costruire dappertutto e ciò ha garantito un consenso.
  17. Vale la teoria che mi hanno insegnato all’Università il primo giorno di economia: l’Homo economicus, cioè le persone fanno ciò che conviene al portafoglio. In un’epoca in cui l’ideologia non c’è più, quella pecuniaria trionfa.
  18. Non siamo l’America: il “yes we can” da noi non funziona. Gli americani, oltre a immensi difetti, hanno anche qualche pregio. Il primo è il senso della cosa pubblica: da loro evadere le tasse comporta 25 anni di galera. Da noi un attestato di stima. Da loro un condannato non entra neanche in un consiglio di frazione. Da noi diventa minimo parlamentare (il solito dilemma fra Gesù e Barabba, ma se la folla sceglie quest’ultimo la folla ha ragione).
  19. Pagare tutti per pagare meno non va bene: perché chi già non paga di certo non è contento di  pagare e chi paga perché costretto (vedi i lavoratori dipendenti) cerca il modo di non pagare. 
  20. Come si fa a vincere? Potremmo scimmiottare la destra, ma non credo che diventeremmo credibili. Alla brutta copia si preferisce sempre l’originale. 
  21. Bush sulle paure ci ha vinto, e bene, due elezioni. Ma non può durare all’infinito. Prima o poi i nodi vengono al pettine. Alla destra spetta il compito, adesso, di dare risposte.
  22. Una piccola parentesi sulla questione dello stadio del nuoto di Riccione (provincialotto ma mi gira in testa da un po’): è talmente e smaccatamente strumentale che credo non porti da nessuna parte. Quelli che adesso (non intesi come partito ma come persone fisiche) si ergono a difensori dell’ambiente e dello sport sono quelli che all’epoca votarono per fare l’operazione esattamente nel modo con cui vuole essere fatta oggi. Tutto ciò premesso secondo me la piscina va salvaguardata.
  23. A differenza di altri non ho ricette pronte. Non sono l’uomo della pioggia. Sono convinto, però, di conoscere bene il mio Paese e di sbagliarmi poco nell’analisi. Adesso si tratta di discutere insieme cosa fare e di lasciare da parte tutta la prosopopea sulla costruzione di questo partito, di quant è bello fare il PD, fare le primarie, i circoli, la democrazia, di fare il rinnovamento anagrafico, eccetera.
  24. Quando mi verrà in mente qualcosa lo scriverò qui sopra. Intanto buon proseguimento.

 

2 Responses to Appunti elettorali 2

  1. Posso condividere l’inizio del tuo pensiero:
    A Roma non si è perso come dicono in molti per colpa della Sinistra Arcobaleno, ma perchè abbiamo ricandidato a Sindaco un personaggio che già lo era stato e che veniva dalla disastrosa esperienza di Governo.
    Condivido poco, anzi pochissimo la tua analisi della Sinistra Arcobaleno, l’operaio vuole salari aumentati, ma è il cosidetto “padrone” che non vuole permettere questo.
    Per quanto riguarda il voto alla Lega i mass media tra televisioni e giornali hanno incominciato a fare una campagna scandalosa e ripugnante contro Rom e extra-comunitari sulla sicurezza delle varie città in cui viviamo. La colpa la dò qua anche al partito Democratico che ha cercato di inseguire la destra e i fascisti su questa politica.
    A Verona tanto è solo bullismo vero?
    La gente per questo motivo ha votato Lega che ha avuto un grosso successo anche nella nostra Regione. Perfino in Toscana.
    La tassazione delle rendite finanziare è al 20% in tutta Europa, ma si sa noi ci dobbiamo distinguere in tutto, non sarebbe un grave danno portarle al 20%. Questa è la mia idea.
    Visco ha fatto un gran lavoro un recupero di evasione così non ci è mai stato, ma anche dalla “nostra parte” hanno criticato questa scelta.
    Giovanni l’ideologia esiste ancora, almeno per me, sarò infantile o sognatore ma questo è molto importante, la teoria che ti hanno insegnato all’Università in questo caso la ritengo sbagliata e spero che lo sia per molta gente.
    Quindi una domanda. Dobbiamo difendere i singoli interessi o preoccuparci dell’intero sistema di come va? Se la scelta è la prima io lascio tutto e non mi impegnerò più in politica. Ho incominciato a “farla” per poter nel mio piccolissimo di risolvere i problemi della gente.
    Ciao Giobenni

  2. Quella del governo ombra mi semba una grande patacata…..tanto per non smentirci abbiamo litigato anche sui ministri ombra…avanti così

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