“Benaglia: Fondazione casa e famiglia”, intervista al Corriere di Rimini di domenica 20 aprile 2008.

Fondazione Carim, domani Luciano Chicchi lascia la presidenza dopo 15 anni e martedì il consiglio generale elegge il nuovo numero uno fra Alfredo Aureli (industriale e attuale vice) e l’avvocato d’area cattolica Massimo Pasquinelli che gode dei favori del pronostico. Il commercialista Giovanni Benaglia è uno dei diciotto che metterà la scheda nell’urna.

Qual è l’anello debole nei rapporti fra Fondazione ed enti locali?

La reciproca diffidenza. La Fondazione a volte si sente alternativa alle istituzioni pubbliche mentre gli Enti Locali la usano solo come “banca” finanziatrice delle iniziative a cui non riescono a far fronte. Meglio fare gioco di squadra.

Il ruolo della Fondazione sul territorio?

Sociale e di innovazione. Un soggetto che sviluppa una visione autonoma dei problemi e propone soluzioni innovative non avendo i vincoli degli enti pubblici: poche risorse, rigidità di risposta ai bisogni e l’affannosa ricerca del consenso elettorale. Per l’innovazione occorre spingere su due risorse che abbiamo in casa: Università e Banca, il cui controllo è indubbio dovrà rimanere saldo in mano a Rimini.

Cosa chiede al nuovo presidente?

La Fondazione ha avuto il merito di recuperare il patrimonio culturale della nostra provincia vedi Castelsismondo e il Tempio. Sta realizzando l’Auditorium. Sul piano culturale bisogna spostare l’attenzione anche all’arte contemporanea e il teatro. Il vero punto di svolta è, però, il sociale. Il nostro è un territorio che discute solamente di urbanistica e grandi opere, dimenticandosi che una città è fatta di persone che hanno dei bisogni. Chiedo al nuovo presidente di investire sul tema della famiglia, senza perdersi nelle solite discussioni che riguardano il tipo di famiglia, se etero o omosessuale, piuttosto che se sposata o di fatto.

Quali sono gli interventi per la famiglia a cui pensa?

Casa e asili. Il problema abitazione si risolve con programmi di housing sociale, al pari di altre Fondazioni, che prevedono la costruzione di case popolari. Oppure realizzando fondi per l’affitto sociale. Stesso discorso per gli asili: costruirli o partecipare alla loro realizzazione.

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