La Sinistra del Buongustaio

Ho iniziato a “fare la stagione” molto presto. Avevo quindici anni.  Non so se usa ancora, ma all’epoca era una cosa abbastanza comune. Erano i primi anni novanta, il 1992 per la precisione, l’anno delle Olimpiadi di Barcellona ma anche, ahimè delle stragi Falcone e Borsellino, mentre il buon Mangano, condannato per mafia, esplicava le sue funzioni eroiche presso le scuderie di Berlusconi. Provengo da una famiglia di operai e quindi, appena iniziato a intendere e volere, sono stato spedito a lavorare durante l’estate presso un bagnino. Facevo quello che comunemente si chiama il “bocia”, anche se ambivo a fare il salvataggio, noto fancazzista cucadores ben retribuito. Ma, ahimè, al corso mi bocciarono perché secondo gli istruttori non ero affidabile (preveggenti i bagnini, come tutti gli uomini di mare) salvo poi promuovere uno a cui mancava un polmone (giuro!) perché gli serviva il brevetto per comprare una spiaggia.

Dicevo, erano i ruggenti anni 90. Quelli dove il turismo era ancora una cosa ruspante, quelli dove la tecnologia odierna era agli albori (cellulari, computer, internet) e quelli soprattutto dove il lavoro nero era un modus operandi, quasi un fiore all’occhiello. In 8 anni di lavoro mai stato in regola salvo in un caso che dirò. Usava, infatti, che ti assumevano in nero e poi ti spiattellavano questa frase: “se viene un controllo e ti becca con i lettini in mano dì che sei un amico e sei venuto qui a dare una mano perché c’è molto lavoro”. E’ andato tutto bene, salvo un anno quando viene il controllo, spiattello la storiella ormai imparata a memoria ma, ovviamente, gli ispettori non la bevono e fanno il verbalino. Obtorto collo i miei superiori, dopo avermi fatto pesare la mia scarsa convinzione nella recita concordata, mi mettono in regola ma mi dicono subito:
a. scordati lo stipendio scritto sul contratto regolare (di gran lunga superiore a quello reale);
b. scordati le tutele previste nel contratto regolare;
c. scordati il giorno di riposo.
Alla prima occasione che ho avuto sono andato a lavorare alle Poste, dove lì, invece le regole sindacali non si possono sgarrare.

Ma questo lo racconto un’altra volta. Ebbene, sì, erano i ruggenti anni 90. Quelli dove ancora si vedeva un tedesco bianco come il latte, quelli dove il giorno di ferragosto ti trovavi i ragazzi ubriachi a dormire sui lettini, quelli dove scendevi in spiaggia la mattina e c’erano i lettini tagliati, quelli dove addirittura bruciavano gli ombrelloni, quelli dei primi turisti dell’est che li scaricavano con dei pullman del dopoguerra, quelli,insomma, del turismo di massa dozzinale di una volta che rimpiangiamo ancora.

Erano, soprattutto, gli anni dove il turista veniva giù e pensava di mangiare divinamente. Forse perché non sapeva cosa ingozzava. Ma io sì. C’era un albergo, all’epoca, che il venerdì faceva il Sugo del Buongustaio. I commenti dei turisti erano estasiati: “mai mangiato un sugo così”, “ma qui si mangia divinamente”, “ah voi romagnoli ci prendete per la gola”, e via andare. Incuriosito, conoscendo chi ci lavorava lì dentro, un giorno chiesi che accidenti fosse questo Sugo del Buongustaio. Presto detto: era in pratica un sugo fatto con tutte le rimanenze dei sughi serviti nella settimana. Ho ripensato a questo episodio guardando la composizione della Sinistra Arcobaleno: in pratica tutte le rimanenze della Sinistra italiana che il Partito Democratico non ha voluto. Insomma, altrochè Sinistra Arcobaleno, una vera e propria Sinistra del Buongustaio. Sono rimasti fuori i Socialisti, che non l’hanno presa bene. Quelli di Rimini, poi ancora meno. Basta leggere il loro blog, www.liberarimini.it che è molto interessante come ogni voce libera che esce dal coro e di cui, come si può vedere, segnalo molto volentieri il link. Però mi hanno dato l’impressione, a volte, di fare come quelle mogli tradite dal marito che scappa di casa per andare con una più giovane e molto più bona: si lamentano, si sentono tradite e sparano contro il marito con, però, il retrogusto amaro della speranza che torni a casa. La frase tipica è: “ma dove va senza di me?”, sapendo bene che non solo vanno ma, soprattutto, non tornano.
Comunque queste sono chiacchiere, perché il 14 è vicino e come si suol dire, in tema di sughi, dopo non ci sarà più trippa per gatti!

 

5 Responses to La Sinistra del Buongustaio

  1. Bellissimo il racconto sugli anni 90′, specialmente quelli che ricordi te il 92′
    Come dici Olimpiadi e sopratutto tra Maggio e Luglio le stragi di mafia contro Falcone e Borsellino.
    Dove in estate ti divertivi molto e passavi le notti sdraiti sui lettini del mare a chiaccherare o a fare altro. Ora non si può più ci sono i controlli e ti cacciano via.
    Comunque non riesco a capire il parallelo che fai sulle composizioni delle liste della Sinistra Arcobaleno e il sugo del Buon gustaio. Quello che dici non è vero i candidati della Sinistra Arcobaleno non sono quelli che il PD non ha voluto.
    Ti vorrei ricordare Nerozzi, Olga D’Antona che andati via da Sinistra Democratica sono stati candidati nel PD. Sarà un caso? Mah…
    A proposito ora veltroni vuole Ministro una donna che viene da Confindustria. Perchè non farla Ministro del Lavoro?
    Ciao e buone elezioni.

  2. alessandro giorgetti

    A questo post non posso non replicare…
    Ho trascorso ben 10 stagioni “a marina”, 4 tra lettini, ombrelloni ma soprattutto rastrelli e 6 come salvataggio. Che bel periodo! Come dimenticare i bagnini che piangevano miseria nonostante la spiaggia piena, nonostante avessero noleggiato anche le sedie che tenevano nel giardino di casa…ricordo anche il ritorno a casa in bicicletta dopo le 12/13 ore quotidiane di “sano lavoro retribuito” quando, stanchissimo, incontravo quelli che come me finivano di lavorare alle 8 e mezza di sera, ovvero quando i primi turisti uscivano dalle sale degli alberghi per fare la passeggiata serale. Più sfortunati di me erano quelli come Giovanni, che mentre io andavo a casa, erano ancora indaffarati nel lucidare le pedane!

    Per quanto riguarda “la sinistra del Buongustaio” mi limito a constatare che uno dei temi principali della compagna elettorale del Partito Socialista, ovvero il richiamo a Zapatero con tanto di slogan “Socialismo Ahora!”, è venuto meno con l’appello esplicito dello stesso primo ministro spagnolo per Veltroni.

    Per quanto riguarda la Sinistra e l’Arcobaleno la questione è complessa: circolano e-mail che invitano al voto disgiunto finalizzate a non danneggiare le speranze del PD di vincere le elezioni. Ieri tra l’altro, a margine del comizio di Bersani, mi è capitato di scambiare due chiacchiere con un ex parlamentare, credo di Rifondazione, venuto a Rimini per chiudere la campagna elettorale per la Sinistra.
    Mi ha detto che Bersani gli piace (politicamente), il suo è stato un bel discorso di sinistra, che in effetti alcuni ministri si potevano risparmiare in questi 2 anni di manifestare contro il governo di cui facevano parte, si augura inoltre che il PD vinca e che Berlusconi perda, anche se sarà complicato.

    Io modestamente credo che sia molto meno complicato per chi pensa queste cose Veltroni, o no?

  3. Mi dispiace Ale ma gli unici Ministri a manifestare (al Family Day) sono stati Fioroni e Mastella, che non sono di Sinistra.
    Hanno manifestato contro un Disegno di legge che la Pollastrini e la Bindi egregiamente avevano realizzato sulle coppie di fatto.
    Uno è del PD, l’altro ha fatto cadere il Governo che sentendo uno dei candidati del PD è stato fondamentale per la caduta del governo e meno male che c’era lui che ha combinato per me questo disastro.

    Comunque in bocca al lupo

  4. giovanni benaglia

    E’vero, Ale andava a casa e io ero ancora li’ a spazzare le pedane…il must era rastrellare la riva con la carriola sgonfia…ma di quegl’anni prima o poi dovro’ scrivere qualcosa…Buona giornata e grazie per la visita

  5. Beh, “spazzare le pedane con la carriola sgonfia” scolpisce i muscoli, lasciatelo dire da una donna (anche se potrei esserti mamma). Altro che “la palestra” di cui scrivevi in novembre… Anchi’io, ai miei tempi, a Gatteo a Mare ho fatto le stagioni: cominciando come baby sitter a 13 anni, poi commessa e barista da un bagnino. “Per non saperti inziroun” dicevano i miei…Però, che rabbia, quando le mie amiche andavano al mare e io invece non avevo neanche due ore libere, né domeniche e ferie. Primo stipendio: 30mila lire al mese (37 anni fa, sob!).

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