La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Candidature PD, Chicchi:”Il percorso è democratico quando lo decido io”.

- RIMINI – Fa discutere la scelta del PD di Rimini di escludere dalle liste per il Parlamento gli onorevoli uscenti. In particolare l’onorevole Chicchi prende posizione contro il gruppo dirigente attuale del Partito Democratico paventando una mancanza di democrazia. “Ma come fa ad essere democratico un  percorso che non decide il mio nome?” sembra sia stata l’esclamazione pronunciata dopo aver appreso l’esito delle consultazioni. Qualche  ex ds rimpiange il 2006 quando la candidatura diessina fu scelta con un percorso trasparente, corretto e partecipato: furono in cinque a deciderla.

Dopo la presa di posizione della corrente degli ex democristiani, denominata per l’occasione “a volte ritornano”, c’è da registrare anche la polemica innescata dall’esclusione dalle liste del venditore di lupini del porto: sembra, infatti, che sia stato nominato nel circolo di marina centro da più di una persona ma a Bologna il suo nome non è mai arrivato. A tal proposito è annunciata la costituzione della corrente dei lupini che si distingue per l’uso dell’Apecar furgonato a tre ruote quale ritrovo delle riunioni correntizie e per l’uso del tipo cartoccio come simbolo di appartenenza. Veltroni, saputa la notizia dell’esclusione del venditore dei lupini, avrebbe manifestato la volontà di recuperarlo perché, comunque, è molto felliniano. Continua anche la polemica a distanza fra i candidati e i partiti protagonisti della campagna elettorale: l’ultima diatriba riguarda chi ha lavorato di più fra tutti i protagonisti della vita politica riminese. Per il momento è pervenuta solo la nota di alcuni operai fonditori che hanno invitato gli esponenti locali a farsi un turno in fabbrica per vedere che cosa vuol dire lavorare veramente.

La vita politica in città continua. Spicca, nella settimana appena trascorsa, la polemica sulla pista ciclabile all’interno del Borgo dei Ciliegi. L’Assessore provinciale Santi ha proposto un percorso per la messa in sicurezza della via Marecchiese per pedoni e ciclisti che prevede, però, incautamente l’eliminazione di ben due posti macchina e la riduzione di una siepe all’interno dell’abitato denominato Borgo dei Ciliegi. La levata di scudi è stata immediata: a capitanarla Renzi e i Verdi. Il consigliere comunale di Alleanza nazionale, perduta ormai la possibilità del Grande Slam per colpa di un paracadutato romano, invece di andare a Roma si accontenta di andare a Corpolò e ha, da subito, fatta propria la protesta.  “Ma se ci tolgono due posti auto dove parcheggeranno le loro Fiat Balilla?” e poi ancora ha aggiunto: “Fermeremo le ruspe di Santi sul bagnasciuga”.

Di tenore differente le reazioni dei Verdi, preoccupati per la cementificazione della zona causata dal taglio delle siepe necessario a far posto alla pista ciclabile. A chi fa notare che il vero scandalo è il fatto di aver costruito un intero borgo sul greto di un fiume la risposta è chiara: “Il borgo è stato costruito per consolidare l’argine!”. Infine il Pd riminese corre in aiuto del suo assessore dichiarando: “Scherzate con i fanti ma lasciate stare i Santi.” La famiglia Santi ringrazia per la solidarietà. In seguito a queste dichiarazione, al solo pronunciare la parola fanti, la Sinistra Arcobaleno minaccia di uscire dalla giunta di Rimini e dichiara: “Il Partito Democratico ha ormai venduto l’anima al Vaticano: è disposta a scherzare sui soldati ma proibisce di fare altrettanto con i Santi!”
 

1 Commento »

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Una Risposta a “Candidature PD, Chicchi:”Il percorso è democratico quando lo decido io”.”

  1. Davide dice:

    Lo sai Giovanni il percorso cdelle candidature con questa legge elettorale è molto inneficente per essere bravi nelle espressioni.
    Le candidature le decidono i Partiti e questo è molto sbagliato. Possiamo ritrovarci in Parlamento gente che forse non avremmo mai votato.
    Speriamo che in questa legislatura riescano a cambiare la legge elettorale in atto.

    Be per la politica locale, io spero che sia per le provinciali e le Comunali si riesca a trovare un accordo (naturalmente sui programmi) per dare vita a un cento-sinistra che si occupi dei problemi della gente che ne ha bisogno.

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