Monthly Archives: marzo 2008

Titoli di coda, ovvero quand’anche la saracinesca diventa glamour. (seconda parte)

Dopo l’esperienza del pub Almetti, raccontata nella prima parte, ci siamo messi in cerca di un nuovo locale dove gustare la gioia atletica dei biancorossi. Abbiamo trovato immediatamente casa al Bar Ferrari, storico covo di tifoseria biancorossa. Era bello, il Bar Ferrari. Si entrava e si notava da subito: Continue reading

Titoli di coda, ovvero quand’anche la saracinesca diventa glamour. (prima parte)

Sarà che ho lo studio in centro e tutte le mattine passo davanti al più grande e formidabile centro anziani della nostra città: le panchine di piazza Cavour. Sarà che ho un’età per cui ormai le esperienze fatte superano di gran lunga le esperienze ancora da fare. Sarà, forse, il mio pessimismo cosmico. Sarà tutto questo, o forse no, ma incomincio anche io a fare come fanno certi anziani: rimpiango i bei tempi andati, quel “ah quand’ero giovane io sì che ci si divertiva con poco” oppure “quand’ero giovane io ero sempre dietro le cabine con qualche straniera” e a disprezzare sottilmente tutto quello che è moda e che è novità. Non so, ma mi si è stretto il cuore quando ho visto, l’altra mattina, che il Bar Ferrari, il mitico Bar Ferrari, ha cambiato stile e target di riferimento. Ma andiamo con ordine, amici. Continue reading

Recensioni: Colpo d’occhio, ovvero quando è la scultura a meritare l’Oscar

Sabato sera ordinario, molto ordinario quasi monastico. Come tutto quello che mi riguarda inizia con ritardo. Faccio un salto a mangiare qualcosa, giusto il tempo per vedere la debacle dell’Inter anche se il gol della Juve, il primo, è in fuorigioco e per il secondo un bel biglietto di ringraziamento a Burdisso è d’obbligo.
Vabbè, mangio e corro al cinema, con i secondi contati. La sala prescelta è il Fulgor, famoso in tutto il mondo per aver fatto sbocciare l’amore per il cinema a Federico Fellini. Si attende ristrutturazione, però, perché cade a pezzi. Continue reading

Candidature PD, Chicchi:”Il percorso è democratico quando lo decido io”.

- RIMINI – Fa discutere la scelta del PD di Rimini di escludere dalle liste per il Parlamento gli onorevoli uscenti. In particolare l’onorevole Chicchi prende posizione contro il gruppo dirigente attuale del Partito Democratico paventando una mancanza di democrazia. “Ma come fa ad essere democratico un  percorso che non decide il mio nome?” sembra sia stata l’esclamazione pronunciata dopo aver appreso l’esito delle consultazioni. Qualche  ex ds rimpiange il 2006 quando la candidatura diessina fu scelta con un percorso trasparente, corretto e partecipato: furono in cinque a deciderla. Continue reading

E Vaucer!!

Il PCI riminese ha avuto una storia di sano pragmatismo. Il compianto e mai troppo ricordato Ceccaroni diceva che quando divenne sindaco la città era alta un metro e mezzo. Gli Americani, infatti,  prima di esportare democrazia hanno piacere di fare tabula rasa del paese gratificato della loro generosità. Allora non c’era tempo per perdersi in quisquilie, in discussioni infinite, perché c’era un paese da tirar su e più che le parole ci voleva l’olio di gomito. Poi venne la sinistra radical chic, gli intellettuali dei cineforum, dei film introspettivi e mattoni, del socialismo internazionale. Si incominciò a far strada nella sinistra, nel frattempo non più PCI ma PDS, l’idea del mondo globale e del fascino esotico dei nomi stranieri. Continue reading