La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Un anno di blog, ovvero come sono stato fulminato sulla via telematica da una salsiccia.

Una salsiccia, proprio così. E’ colpa di una salsiccia se sono qui a celebrare un anno di vita del mio blog, piccolo diario resistente della mia banale sopravvivenza. Ma andiamo con ordine. Un anno fa, di questo periodo, dopo essermi candidato alla segreteria dei Ds, Kikko mi consiglia di aprire un blog, anzi fa di più: me lo apre direttamente lui e mi spiega come funziona tecnicamente, fra CSS, RSS, FEED, mysql, template, plug-in, php, html, server, client, wordpress…ecc…..Kikko, scusami, ma io non c’ho ancora capito una cippa!!

Blog aperto, tutto a posto tecnicamente, facile da usare però un piccolo particolare mancava: scriverci sopra! Vi assicuro, è la parte più difficile. Per la verità ho sempre scritto, fin dall’adolescenza. Non il classico diario da quindicenne dove ci si scriveva sopra frasi tipo LEA T.V.T.B. (anche se una Lea non l’ho mai conosciuta, mi è venuta così) oppure foto di auto, calciatori (sì c’era qualcuno che attaccava anche calciatori, forse attirato dalla mascolinità della figura) e altri disincanti dovuti all’età. No, scrivevo altre cose un po’ più strutturate tipo raccontini, abbozzi di romanzi e temi scolastici: a proposito di quest’ultimi ricordo che ne feci uno dove, per dare un tocco di originalità, descrissi un calciatore (si dai mi attiravano, ma così, mica per altri motivi) senza però citarlo per nome, con l’idea che fosse il lettore a identificarlo. E ricordo ancora che l’allora professoressa d’italiano, donna senz’altro pratica della didattica e dell’adolescenza, mi prese letteralmente per il culo davanti a tutta la classe: può essere che il mio amor proprio abbia cominciato a degenerare da allora, non so.

Poi vennero anche esperienze giornalistiche nel giornaletto della Parrocchia (La Trata di Viserbella, di cui presto aprirò una sezione sul blog), chiuso successivamente perché aveva preso una deriva un po’ troppo sinistroide, una commedia realizzata dal gruppo teatrale della parrocchia e un’altra in dialetto che non è mai stata realizzata, vari interventi sul sito dei Ds nonché sui giornali locali. Insomma, ho sempre scritto.

Ma un blog, accidenti, è un’altra cosa. Innanzitutto deve essere periodico, non si può certo far passare delle settimane o dei mesi, altrimenti l’audience cala. Poi devi essere originale: ma sapete quanti sono i blog al mondo? Migliaia, se non milioni. Inizio, come con la bici: te la danno e devi pedalare. Ma i primi mesi non sono un granchè: qualche cronachetta dei congressi di sezione, due o tre interventi a qualche riunione, qualche pensiero sul mondo attorno. Mi accorgo che sto prendendo la via del diario adolescenziale, con frasetti tratte dalle canzoni o dai libri, pensieri pseudo filosofici sul mondo e altre amenità simili: insomma una cagata telematica. Non mi diverto.

Poi, un giorno, improvviso come tutte le cose che ti cambiano la vita, apro il giornale e vedo lui, il mio fulmine a ciel sereno, il mio evento improvviso, il mio terremoto letterario: il SALSICCIA DAY. Breve cronaca: Azione sociale di Morciano, in nome della superiorità cristiana, propose nei mesi scorsi una iniziativa di protesta contro la concessione, da parte del Comune, di una sala per organizzare una iniziativa culturale di alcuni esponenti della comunità musulmana. La protesta prese il nome di SALSICCIA DAY. Ora, dico io, tralasciando il fatto che conoscono il vangelo per sentito dire, ma come si fa a chiamare una iniziativa Salsiccia Day? Ma sembra una sagra paesana, tra la Festa della Fiorentina e la Sagra del Garagolo, tra la Fiera del Baccalà e la Fiera del Formaggio di Fossa!! Lì mi è scattata la molla e, come i Blues Brothers, ho visto la luce: il mio blog doveva essere il luogo dove prendere allegramente per i fondelli tutto il mondo che sta attorno a casa mia.

Neanche a farlo apposta tre giorni dopo, un altro fenomeno della destra sociale, un tal Bonetti viene beccato con un po’ di bombe molotov in tasca mentre, assieme a dei ragazzini un po’ rimbecilliti e un vecchiettino, vuol dare fuoco a un centro sociale. In questo caso il buon gusto ha trionfato: infatti nessuno dichiarò che le molotov servivano per accendersi le sigarette. Così sono rinato: grazie a una salsiccia e ad una iniziativa francamente ridicola. La cosa bella è che a distanza di un anno il blog mi diverte un casino. Non mi preoccupo delle visite, (13.000 in un anno, una media di 36 al giorno): possono essere anche tre o nessuna perché ho maturato l’idea che scrivo perché mi diverto, mi rilasso, rifuggo un momento dalla mia ordinaria esistenza. Scrivo per me stesso, poi se piace ad altri sono anche contento! Così sono nate le sezioni Cronache dalla città, dove in stile giornalistico prendo allegramente per il culo la politica locale (CUORE docet) e Stanze di vita quotidiana, (nome tratto da un poco fortunato album di Guccini) dove abbozzo le manie e le stranezze del mondo riminese d’oggi, la sezione delle Recensioni dove fornisco il mio giudizio sui film orribili che abitualmente vedo.

Ho mutuato il titolo del blog da un irriverente e divertentissimo libro di Mordercai Richler, La versione di Barney, dove si racconta la vita di Barney senza peli sulla lingua e senza falsi moralismi. A breve, per coltivare il mio enorme ego, provvederò ad implementare il blog con la sezione dedicata a La Trata, mia originaria palestra letteraria pubblica, ai testi teatrali che ho scritto in passato e ai racconti. Insomma un portale letterario dedicato alla mia aulica e letterata persona. Poi, senza ombra di dubbio, anche io sono sbagliato, non certo meglio del mondo che prendo in giro. Ma una differenza c’è: provo ancora vergogna a dire patacate!

6 Commenti »

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6 Risposte a “Un anno di blog, ovvero come sono stato fulminato sulla via telematica da una salsiccia.”

  1. kikko dice:

    Mi sento tanto “Frankenstein junior”…

  2. Davide dice:

    Non mi hai neanche citato, io che sono uno dei tuoi maggior clienti e commentatori del tuo blog. Forse mi ritiro a vita privata. E’ anche il mio compleanno una di vita del tuo blog e un anno di miei commenti.

  3. kikko dice:

    Te sei il prossimo, Davide, che DEVE aprire un blog. Ormai hai una sufficente esperienza a furia di commentare tutto il commentabile. Sono ormai 70 milioni (compresi quelli degli spammers), manchi solo tu.

  4. Giovanni Benaglia dice:

    @ Davide:
    ha ragione kikko!basta scroccare i blog altrui, aprine uno tutto tuo!!! P.S. scherzo, se non ci fossi tu, mio indomito e fedele lettore, unico nutrimento del mio ego poetico…..

    @ kikko:
    grazie, amico mio, per avere fatto tutto questo: il mondo ti è riconoscente…

  5. Cristella dice:

    A quanto pare siamno in tanti a dover dire grazie a kikko, ispiratore di molti blogger riminesi.
    Tra l’altro, Giovanni, io ti leggo perché sei linkato a casa sua e so di altri miei amici che ti hanno scoperto così (e apprezzano il tuo scrivere).
    Ciao, anche se in ritardo di una settimana, buon compleanno!

  6. kikko dice:

    Mi sento sempre più Frankenstein Junior. Aiuto.

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