La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Fenomenologia del Bridget Jones

L’idea girava in testa da un po’: ma chi l’ha detto che Bridget Jones sia solo femminile? Oggi posso affermare con convinzione che esiste anche IL Bridget Jones maschile. La certezza me l’ha data il bel racconto di kikko sul suo blog. Scandagliamolo allora questo nuovo tipo maschile.

IL PROFILO. Maschio, trentenne e anche oltre, libero professionista ma anche lavoratore dipendente, buona posizione, discreta cultura, molti interessi non necessariamente goderecci tipicamente riminesi, ma un unico e grande difetto: nel confronto con il genere femminile si trova sempre su una posizione di inferiorità. Per timidezza, per senso di inadeguatezza, quando si approccia al gentil sesso rimane sempre sulla difensiva e cerca in tutti i modi di rappresentarsi per quel che non è. Scatta il gene del camaleonte: si adatta all’interlocutrice nella speranza di far colpo su di lei. I risultati sono spesso disastrosi. Il Bridget Jones nel suo peregrinare amoroso incontra inevitabilmente tre tipi di donna:

a. TIPO A: la principessa.

b. TIPO B: l’indipendente.

c. TIPO C: l’insoddisfatta.

Il tipo NORMALE, cioè il 99% dell’universo femminile, non l’incontra mai per il motivo più banale: perché è normale, appunto, e se non ci si fa del male non si è contenti.

TIPO A: LA PRINCIPESSA. Bella, dannatamente bella, che ti fa girare la testa solo a guardarla, sublime all’occhio del Bridget Jones, pronta ogni volta che apre bocca a dire qualcosa di fondamentale per l’umanità. Spesso, in realtà, dice castronerie ma LUI pende dalle sue labbra, come se fosse l’Oracolo di Delfi. Il Bridget Jones se ne innamora partendo da una sudditanza psicologica. Fa tutto quello che piace a lei: si interessa di arte contemporanea, di musica classica e jazz, di filosofia, di psicologia, di cantautori introspettivi ed ermetici, di scrittori pugnettoni che per dire “ciao” ci mettono otto pagine, riempie la casa di stupidi oggetti di design, magnifica animali domestici più svariati, partecipa a iniziative con filosofi incomprensibili, scandaglia internet per cercare iniziative e coinvolgere LEI, ecc…Tutte cose che normalmente non farebbe perché le considera inutili, odiose, noiose. Lei, invece, siccome è principessa e conosce le sue armi femminili, su questo ci marcia. Si fa adulare, si circonda di tante compagnie maschili, si fa cercare e negare al telefono, fa solo le cose che le interessano, non si cura dei tuoi interessi, si compiace di tanta abnegazione, racconta con sufficienza di tutti gli uomini che hanno perso la testa per lei e delle cose assurde che hanno fatto. Una principessa, appunto. Il Bridget Jones si macera nell’amore per mesi. Fino a quando, toccato il fondo dell’umiliazione, non decide di dichiararsi sapendo già che gli verrà sventolato una bel due di picche in faccia. Ma lo fa perché la dignità umana ha un limite, anche per un suddito. Si prepara il discorso per un giorno intero, lo ripassa mentalmente e poi lo declama. Questa la sua reazione:

“Eh, no, così non va bene. Tu non concepisci l’amicizia fra uomo e donna.”

“Se concepissi l’amicizia fra uomo e donna, fra ME e TE, ti cercherei con la stessa frequenza con cui cerco i miei amici: una volta all’anno, se va bene. Comunque è meglio se non ci vediamo per un po’” .

Rimane interdetta: ha capito che LUI gli ha tolto il giochino, lo schiavo finalmente si ribella, l’orgoglio vince.

“Va bene. Un po’ mi dispiace. Quando ti è passato mi puoi chiamare”.

“Certo, ti posso chiamare. Ma anche no”. Principessa fino in fondo: si fa chiamare, non ti chiamo. Ma quando il Bridget Jones ha sorpassato la sottile linea, quella dell’orgoglio che distrugge l’umiliazione, non si fa più né vedere né sentire e diventa duro come una roccia.

TIPO B: L’INDIPENDENTE. Bella anche lei, colta, libera, ha girato il mondo, conosce le lingue, ti da sicurezza ogni volta che parla. Ma non vuole, e sottolineo tre volte, non vuole storie serie: solo sesso. Il sogno di ogni maranza romagnolo, di ogni castigadonne riminese, ma l’incubo del Bridget Jones perché lui crede all’amore eterno, al sentimento, al sesso come mezzo e non come fine del rapporto. Anche qui il livello di sudditanza è simile al tipo A anche se più sfumato. Anche qui giornata intera passata a ripassarsi la dichiarazione d’amore.

LEI:”Ti ringrazio, mi fa molto piacere quello che mi dici. Ma io adesso non voglio storie serie, voglio essere libera. Sei una persona intelligente, capace e seria. Ma io non sono più capace di innamorarmi. Però se cambio idea ti terrò presente”

Due tonfi distinti sul pavimento. E’ la virilità che cade per terra. LUI:”MI TIENI PRESENTE?!? ECCHEè?!!? Ti ho mandato il curriculum?”

Vale il discorso fatto sopra: superata la linea, l’orgoglio vince e indurisce.

TIPO C: L’INSODDISFATTA. Generalmente over 30, senza figli né mariti divorziati, né amanti, niente. Sola. Odio latente nei confronti di tutti gli uomini, che considera mammoni, deboli e incapaci. Tranne il dirimpettaio che ha la sventura di trovarsi solo con lei al ristorante. Al primo appuntamento esordisce declamando i nomi dei figli che avrà. Il Bridget Jones incomincia a inorridire: va bene un rapporto serio ma al primo appuntamento già si parla di figli! Lei è imperterrita, va avanti sulla stessa litania per tutta la sera, fino a quando fa il botto: inizia a psicanalizzarlo. Le domande:

a. quali sono le tue paure?

b. Sei insoddisfatto della vita che fai?

c. Quali sono i tuoi rimpianti?

Lui incomincia a scrutare il cameriere, pregandolo di venire a portare il conto. La supplica è accolta. In macchina, alla fine della serata.

LEI: “Sali da me a prendere una tisana digestiva?”

LUI: “No, grazie. Mi rimane sullo stomaco!

LEI: “Mah….”

LUI, battendo il dito sull’orologio dell’auto:”E’ tardi, devo alzarmi presto domani”

Lei scende e chiude la portiera. Lui parte sgasando e non guardando neanche nello specchietto retrovisore con la paura che lei accenni un saluto. Ovvio che non si vedranno mai più. Non c’entra l’orgoglio ma solo l’istinto di sopravvivenza: questa nel giro di una settimana è capace di metter su casa e presentare LUI a tutta la famiglia, nonna ottuagenaria compresa.

P.S. I fatti e i personaggi sono veri e ogni riferimento è puramente voluto. Quindi, se qualcuna delle mie (poche) lettrici si dovesse riconoscere nelle descrizioni sopra riportate perché mi ha frequentato, non se ne abbia male. Di ognuna di loro conservo un bellissimo ricordo. Non si direbbe, eh?

5 Commenti »

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5 Risposte a “Fenomenologia del Bridget Jones”

  1. davide dice:

    Scusa Giovanni ma il Brigdet Jones maschile sei te?
    Dalle discrezioni dell’universo femminile, penso che siano le tue donne o quelle con cui hai avuto a che fare. Ma penso che tu hai ragione quando con la principessa dici che è molto difficile l’amicizia tra uomo e donna. Sarò maschilista anche io o addiritura (questo è grave) la penso come te. Be quando l’indipendente dice che sei una persona seria, qui rifletterei molto. Ovviamente scherzo. Dice che vuole solo storie di sesso e tu romanticamente rifiuti. Mah….

  2. Mirko dice:

    Hai più avuto notizie del “cane”?

  3. Giovanni Benaglia dice:

    il cane è importante per il TIPO A: lo devi omaggiare al pari della principessa, riempirlo di attenzioni e carezze anche quando ti sbavazza addosso, lodarne l’intelligenza nonchè la sua splendida bellezza anche quando assomiglia senza ombra di dubbio a una pantegana

  4. kikko dice:

    Devo assolutamente vedere Bridget Jones, dopo una tale disanima del genere femminile. Nella prossima puntata ci metti le matte?

  5. suso dice:

    ahahhahahahah!!! mi hai fatto ridedere con il Bridget Jones maschile

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