Solo il parricidio ci salverà

Proverò ad essere serio. Tre questioni questi giorni girano dappertutto:

1. Il caso Mastella

2. Il referendum e la legge elettorale

3. La contestazione al Papa.

Le prime due sono intrecciate e le tratto insieme. La terza, invece, è una speranza. Le dimissioni del Ministro di Giustizia sono, in un paese normale e con le accuse che gli sono piovute addosso, un atto dovuto. Helmut Kohl, che non era certo un pataca qualsiasi ma il padre dell’unificazione della Germania, sospettato di tangenti si dimise il giorno dopo senza tutta la pantomima alla quale, invece, abbiamo assistito da noi. Con Prodi che, addirittura, si lancia in un resta ccumè che francamente se lo poteva risparmiare. Gravi le accuse di Mastella ai giudici, grave il richiamo alla paura che ha fatto, grave soprattutto perché fatte dal Ministro responsabile della Giustizia. Tra l’altro si registra nel mio schieramento una deriva berlusconiana e una sorta di impunità che fino all’altro ieri abbiamo condannato. La vicenda Unipol e le intercettazioni ne sono il preludio: non vi era dubbio che dovevano essere gli interessati a voler subito chiarire la loro posizione senza perdersi in inutili salamelecchi procedurali che alla fine hanno dimostrato, una volta in più, che tra questi esponenti del centrosinistra e quelli del centrodestra non vi è differenza alcuna. La legge elettorale. Nei Paesi evoluti è dato acquisito che la stabilità di governo e la presenza di pochi partiti garantiscono una crescita di cui beneficia tutto il Paese. La legge elettorale, in queste democrazie, serve solo per stabilire le regole del gioco ma la competizione la fanno i partiti all’interno di un quadro di valori condiviso. In Spagna esiste una sistema proporzionale, in Francia un sistema maggioritario a doppio turno, in Germania un sistema proporzionale con sbarramento, in Inghilterra un sistema maggioritario puro. A fronte di sistemi elettorali diversi il dato della governabilità e della stabilità è comune. In Italia esiste, invece, un male oscuro che prescinde dai sistemi elettorali utilizzati: per assurdo il bipolarismo, seppur imperfetto perché non prevedeva l’alternanza, esisteva ai tempi della D.C. e del Pci, con un sistema puramente proporzionale. Bene, qualsiasi riforma elettorale che sia rivolta alla riduzione del numero dei partiti sarà destinata a fallire. Per il motivo più semplice: perché ognuno deve difendere il proprio orticello di potere. Noi in Italia ormai non abbiamo più i partiti basati sui valori, attuali o superati che siano, ma sulle persone: il partito di Mastella, il partito di Casini, il partito di Di Pietro, adesso quello di Storace. Il caso Mastella e il referendum stanno insieme, anzi sono due patologie di un male comune: quello dell’oligarchia, dove ognuno impone il principio primum sopravvivere e poi pensare al bene del paese. E i partiti potenzialmente maggioritari, tra cui il P.D. non hanno il coraggio di imporre finalmente una svolta. Questo perché? Perché metterebbe in crisi l’attuale governo, ergo bisogna comunque sopravvivere, ergo siamo arrivati a pensare che stiamo al governo per il governo e non per cambiare le cose. Allora l’unica cosa che ci resta è ammazzare i nostri padri perché solo in questo modo possiamo liberarci dal giogo di una politica che non decide, ma non perché non in grado di farlo, ma perché decidere vuol dire scontentare qualcuno e quindi, in ultimo, perdere il potere. Non credo che il nostro siano un paese piegato e in declino: credo che sia un paese sfiduciato ma credo anche che ci siano delle energie, anche nella politica, che possano essere liberate. Certo sarebbe bello che chi come me condivide una comunanza per lo meno anagrafica e ha il potere politico per farlo si ribellasse e non continuasse a tenere a bada il bidone della benzina ormai vuoto. Ma la speranza di un cambiamento c’è e ne abbiamo avuto la riprova con la contestazione al Papa. Finalmente, dico io! Il Papa ha ricevuto indietro quel po’ di sana intolleranza che nell’ultimo periodo le gerarchie vaticane hanno sparso nel nostro Paese. La battaglia stupida sull’aborto, gli anatemi contro le coppie di fatto e i gay, la legge sulla fecondazione assistita sono tutti scontri che hanno un sottofondo di intolleranza esercitata da chi si sente unico depositario della verità assoluta!! Ma ne vengano altre di università La Sapienza, che rappresenta appunto la speranza di un paese che si ribella all’oscurantismo culturale di una Chiesa che dimostra non conoscere alla fine neanche gli insegnamenti del Vangelo, che lo usa per far paura e non per dare quella gioia che il messaggio cristiano porta dentro di sé. Ancora una volta la classe politica oligarchica, la mia compresa, ha dato una prova di arretratezza e di servilismo imbarazzante: indignati per la polemica, tutti proni a chiedere scusa. Come se i contestatori fossero una banda di trogloditi e barbari e non già professori universitari e studenti di vent’anni che hanno speso del tempo per discutere sui dei temi reali, e non sulle astruse leggi elettorali che si stanno proponedo. Fino al capolavoro dei giovani del PD del posto che, addirittura, hanno chiesto al Papa di venire lo stesso e, anzi, hanno promesso di raccogliere migliaia di firme a sostegno di questa richiesta. A proposito di guardiani del bidone vuoto, questi ne sono l’esempio. Ma a loro è sufficiente rispondere con le parole di Cyrano che diceva “alla larga nani, per la mia rabbia enorme mi servono dei giganti”. Questi padri ammazziamoli, perché se aspettiamo che se ne vadano da soli, se aspettiamo che cedano il passo al bene superiore che è il Paese che si governa, beh allora saremo condannati a un pietoso declino. Buona giornata.

One Response to Solo il parricidio ci salverà

  1. Provo a rispondere:

    1. Caso Mastella. Approvo la sua decisione di dimmetersi da Ministro così si potrà difendere al meglio.
    Una critica la rivolgo tutta al Parlamento, trovo molto grave che tutti si sono messi ad applaudire quando Mastella ha intrapreso un attacco volgare alla Magistratura e anche la Sinistra non ha detto niente su questo. La Magistrature deve essere indipendente.

    2. Referendum e la legge elettorale.
    Conoscendo Berlusconi mi era venuta qualche impressione che alla fine si sarebbe tiato indietro e avrebbe puntato tutto sul referendum, ora che la Consulta ha dato la sua approvazione. Penso che anche Veltroni non aspetasse altro.

    3. Contestazione al papa
    Trovo ridicolo che il rettore non abbia fatto entrare gli studenti all’università e trovo molto sbagliato che Mussi e Veltroni abbiano dato solidarietà al papa.
    Il papa poteva intervenire, ma non all’apertura dell’anno accadamico, un altro giorno per me non c’erano problemi con un buon contradittorio si poteva fare.
    Si deve prendere le sue contestazioni una persona che interviene sempre nel dibattito politico, dimenticando (e lo fanno in molti) che lo Stato è LAICO.
    Anche se è il papa.

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