Sull’urbanistica riminese…

Il mio amico e compagno (compagno, sì proprio così, sarà demodè ma mi sono stufato di ‘sta storia degli amici democratici che fa tanto Club Amici della Briscola) Eugenio Pari, capogruppo consigliare del PDCI a Rimini, di cui segnalo il blog (la cittafutura.splinder.com) che già dal titolo lascia presagire una non comune voglia di ipotizzare il nostro futuro e non accontentarsi di un rassicurante ma triste presente, mi ha inviato questo commento a un mio post precedente inerente all’HABITAT RIO RE. Lo riporto per intero perché contiene elementi interessanti: su tutti l’approfondimento degli ineluttabili “diritti acquisiti urbanistici”, gli stessi che, in sede di approvazione proprio dell’habitat rio re, qualcuno della maggioranza ha richiamato e che io ho riassunto nell’esclamazione “potevamo fare di peggio”.
Caro Giovanni,
sei piuttosto corrosivo, però devo precisare una cosa (non che mi vanti, mi sarei vantato di avere ridotto l’impatto) in maggioranza non tutti abbiamo votato a favore. Qualche amico e compagno si è astenuto per esempio, io, ahimè da solo, ho votato contro. Ti allego un paio di miei comunicati (mai pubblicati da nessun giornale):

“Sulla questione del piano particolareggiato denominato habitat Rio Re, penso che sarebbe stato necessario un maggior approfondimento da parte di questa maggioranza. Un approfondimento su sue fronti: quello amministrativo – giuridico e quello politico, un approfondimento che soprattutto vedesse coinvolto l’assessorato all’urbanistica perché le valutazioni riguardavano specialmente questioni non riconducibili all’assessore per le politiche della casa. Dopodiché si deve comprendere una volta per tutte che cosa si intende con la frase “diritti acquisiti” che è la chiosa di una parte di questa maggioranza per chiudere ogni discussione sui piani particolareggiati come in questo caso. I diritti acquisiti in urbanistica si formano con lo ius aedificandi, che a sua volta si forma al momento del rilascio del permesso di costruire, un passaggio, quest’ultimo, successivo alla discussione e approvazione dei piani particolareggiati. Ad esempio: pur essendoci una previsione di costruzione in un comparto, quello che da molti viene considerato il diritto acquisito, se il proprietario cominciasse a costruire senza il permesso di edificare, lo ius aedificandi ossia il “diritto acquisito” a titolo definitivo, successivo all’approvazione del Piano particolareggiato, commetterebbe un abuso edilizio. Detto questo c’è sempre lo spazio per modificare un piano particolareggiato, eventualmente respingerlo e quindi esprimere l’insindacabilità di giudizio di una amministrazione pubblica. Comunque, non si presta un gran servizio alle prerogative dei consiglieri che per legge sono di indirizzo e controllo se si fa pendere sempre la spada di Damocle di ricorsi amministrativi con possibili rivalse patrimoniali. Il punto politico è che ancora manca un piano in grado di organizzare i circa cinquanta comparti che attualmente sono negli uffici, non se ne conosce la portanza, il rilievo e soprattutto non si sa come inserirli nell’impegno politico di arrivare quanto prima al nuovo PSC e alla scelta di ridurre l’espansione edilizia e quindi arginare la rendita immobiliare.” (29/09/07)

“Nel merito del Piano particolareggiato denominato “Habitat Rio Re” sussistono motivate perplessità. La prima riguarda il mancato supporto sia tecnico che politico del settore urbanistica e pianificazione, infatti, nonostante le numerose riunioni di commissione consiliare non si è mai assistito alla presenza dell’assessore all’urbanistica o di altro tecnico del settore. La seconda riguarda tutta l’intera vicenda dei comparti. Non si può e non si deve continuare a “vivere alla giornata”, valutando i piani attuativi di volta in volta. Esistono, così almeno ci viene raccontato, una cinquantina di piani in attesa di essere approvati dal Consiglio comunale senza alcun tipo di organizzazione e senza che il Consiglio venga messo nella possibilità di entrare nel merito. Il Comune di Rimini non si è mai dotato di una Carta dei servizi il solo elemento in grado di intervenire in termini di organizzazione dei servizi e delle attrezzature collettive nei comparti. La motivazione principale che viene portata per giustificare queste scelte verte sempre su un offuscato principio della governabilità tout court e questo, purtroppo, rischia di non migliorare le situazioni e soprattutto di vanificare le scelte politiche per il risparmio di territorio e la futura pianificazione della città. Si dica una volta per tutte che cosa si intende fare del PSC e delle promesse spese in campagna elettorale, serenamente ognuno adotterà le scelte che riterrà più opportune.”

Grazie per la generosa ospitalità.
Eugenio Pari

 

One Response to Sull’urbanistica riminese…

  1. L’urbanistica è una cosa molto importante per lo sviluppo di una città.
    Come si sta facendo a Rimini ci sono tante cose da correggere e tutti quanti noi insieme (PD e Sinistra-Arcobaleno) possiamo farlo.
    Ci mettiamo ad un tavolo e incominciamo a discutere delle cose che non vanno e come si possono migliorare.
    Per me si stanno costruendo troppi appartamenti poi non “aiutati” da una viabilità eccelente.
    Dobbiamo avere il coraggio di dire certe cose e in Consiglio Comunale (dove alcuni Consiglieri lo hanno fatto), ma senza essere ascoltati, hanno portato questi temi al centro della discussione in città.

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