Monthly Archives: novembre 2007

La palestra

Sono un aspirante tamarro. Coltivo la mia ambizione in palestra, tempio sacro del tamarrismo riminese. Tutto ha inizio nel 2003 per elaborare il lutto di un abbandono d’amore. “Lì ne trovi un ginocchio” fu il commento unanime “vedrai, chiodo scaccia chiodo”. Dopo quattro anni qualche osservazione: a. la palestra dove ho iniziato nel frattempo è fallita, causa per cui me ne sono dovuta cercare un’altra, l’attuale, il tempio del fighettismo di periferia della cintura riminese; b. il lutto non l’ho ancora elaborato; c. salvo qualche accenno di muscoli per il resto il fisico è identico a quattro anni fa. Vista la costanza avrei dovuto essere simile a Hulk; d. di belle donne ne avrò viste tre in quattro anni. Di solito sono piuttosto normali, con svariati problemi di cellulite. Si affacciano in palestra a marzo, prima della implacabile prova costume che per loro sarà sempre e soltanto una bocciatura; e. chiodo scaccia chiodo, è vero, ma io per il momento non ho rimediato neanche una puntina. Ma la palestra è uno zoo di fauna riminese fuori dal comune. Continue reading

Buena Vista Tavor Club, il locale per risollevare la sinistra riminese

L’ambizione è alta: diventare il locale di ritrovo della sinistra riminese delusa dall’attuale panorama politico. Già il nome richiama le atmosfere di l’Avana e della rivoluzione del compagno Fidel: Buena Vista Tavor Club. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi e le iniziative in cantiere sono molteplici: si va dal Tavor Party, una non stop di pasticche antidepressive prese durante la visione di Porta a Porta con protagonisti Bertinotti e Diliberto, la Piada dei Cotti, variante della famosa piada dei morti ma con il Prozac al posto delle mandorle, il cocktail Zoloft Martini a base di  tre gocce mischiate con il Martini. Poi ancora proiezione dei classici del passato, dalla Corazzata Potemkin ai film polacchi girati in una unica stanza, il successivo dibattito, le reliquie come la salma di Lenin recuperata in un cassonetto del Cremino e l’eskimo che per la prima volta fa la sua apparizione in pubblico perché francamente nessuno sa ancora come è fatto.
Ma non è sinistra se non ci si divide ed allora è già stato annunciato il locale che farà concorrenza al Buena Vista Tavor Club: la Bodeguita del medio, chiamata così non in onore del locale caro ad Hemingway ma bensì per il particolare gesto che si fa quando si entra: pugno chiuso tranne il dito medio alzato in alto. Questo locale avrà come caratteristica, oltre al saluto, il fatto di essere completamente autogestito dagli avventori: si entra tutti, si organizza l’assemblea di autogestione, insieme si decide cosa bere, poi uno va al banco e arraffa la roba per tutti. Alla domanda “chi paga” i gestori non hanno risposto preferendo chiudersi dietro al fatto che “il denaro è sintomo di un sistema imperialista e capitalista che fa del profitto il motore del mondo e mercifica il bere privando la classe operaia del sano gozzoviglio”.
L’elettore anonimo del Pd, attento però alle dinamiche della sinistra, è laconico: “Moretti invitava D’Alema a dire qualcosa di sinistra. Io invito la sinistra riminese a dire semplicemente qualcosa”.

 

Rifondazione style

Fa ancora discutere in città il gesto dell’Assessore Buldrini rivolto ai facinorosi della destra riminese. I dirigente locali di Rifondazione Comunista non ci stanno però a far la parte dei grezzi e passano al contrattacco con ferma convinzione:”Solo gli stolti si fermano a guardare il dito e non vedono ciò che questo indica”. Ma alla richiesta di chiarimenti su che cosa volesse indicare, il fronte interno del partito si divide: chi dice il soffitto per suggerire di accendere la luce, chi una evoluzione del pugno chiuso facendo alzare solo il dito medio e chi invece sostiene che il gesto era una risposta alla domanda rivolta da un consigliere di AN: “Quante sigarette ti sono rimaste?”. Infine l’ala più moderata di Rifondazione precisa: “Come dicevano i latini, in medio stat virtus.”

“Il segretario provinciale del PD sarà scelto con il metodo Lombrosiano”

La notizia sta girando da qualche giorno: sembra infatti che i nuovi segretari provinciali del Partito Democratico saranno scelti utilizzando il cosiddetto metodo lombrosiano, costruito basandosi sulle teorie del prof. Cesare Lombroso, noto criminologo italiano di fine Ottocento che aveva elaborato un metodo per cui un cretino o un delinquente lo si poteva riconoscere guardandolo in faccia.

Dalle indiscrezioni trapelate sembra che la votazione avverrà nel seguente modo: si invita a partecipare tutto il popolo delle primarie e il nuovo segretario sarà eletto scegliendo il partecipante con la testa più grossa. Il tutto si basa sul principio lombrosiano per cui un cranio grande significa una intelligenza sopraffina. La commissione statuto è già al lavoro. Ci sono, infatti, da risolvere alcuni problemi come, a titolo di esempio, se misurare la circonferenza fermandosi ai centimetri oppure ai millimetri oppure se considerare la misura al netto o al lordo dei capelli. Una parte fa notare che, oltre alla circonferenza, bisogna tener conto della distanza degli occhi e dell’altezza della fronte: infatti un cranio largo e una fronte piccola, non sono sintomo di intelligenza sopraffina ma tutt’altro. Qualcuno altro propone di verificare anche la grandezza delle scarpe, per ottemperare al detto “contadino, scarpe grosse e cervello fino” ma essendo l’agricoltura in Italia residuale , il metodo risulterebbe di difficile applicazione.

Nei corridoi della politica si respira soddisfazione: da una parte la riscoperta di Lombroso permette di rivalorizzare  quel Made in Italy culturale troppo spesso dimenticato, mentre dall’altro di allargare la partecipazione non solo agli eletti all’assemblea costituente ma a tutto il popolo delle primarie e tenere fede, così, al principio “un testone un voto”.
Le prime applicazioni delle teorie lombrosiane si vedono in questi giorni: la caccia al rumeno, lombrosianamente parlando uno stupratore, a cui seguirà poi la caccia al tunisino spacciatore, al marocchino omicida, all’albanese ladro. Restano esclusi, per il momento, i pakistani ma solo perché una parte li confonde ancora con le sigarette e non se la sente di privarsene.

Infine da registrare il solito commento dell’iscritto livoroso e anonimo: “Una nuova sfida si apre all’orrizzonte: dopo il problema della fuga dei cervelli ci troviamo di fronte al tema dei cervelli in fuga con l’aggravante che i corpi rimangono qui e fanno pure carriera”.