Habitat Rio Re, Rifondazione: “400 appartamenti? Solo!?”

Approvato nel Consiglio Comunale di giovedì scorso il piano particolareggiato Habitat Rio Re che prevede la costruzione di circa 400 appartamenti di edilizia privata e 40 appartamenti di edilizia convenzionata pubblica. Rifondazione Comunista, attraverso i suoi esponenti, si dichiara soddisfatta dell’operazione: “Solamente 400 appartamenti? Cementifichiamo un’area in campagna, senza fogne, strade, parcheggi e servizi? Cosa volete che sia se in cambio si hanno 40 alloggi di edilizia convenzionata.” Rifondazione, con questo voto, completa così la sua transizione: dalla falce e martello alla calce e livella, dalla lotta di classe al lotto di classe, costruito secondo i dettami della bioarchitettura.

Soddisfazione anche nel gruppo dell’Ulivo: “Potevamo fare di peggio”, è il commento. La maggioranza ricorda che nel piano del 1996 ne erano previsti molti di più e, solo grazie alla forte responsabilità di questa classe dirigente, si è riusciti a ridurre il carico urbanistico. A chi chiedeva spiegazioni in merito al problema della mancanza della fognatura, il futuro Partito Democratico ha così risposto: “E’ uno scandalo! I riminesi devono imparare a cagare di meno. Non possiamo di certo bloccare lo sviluppo per i piaceri corporali di qualche cittadino”. Nel merito anche i Verdi esprimono soddisfazione: “Ci hanno assicurato che le tre violette spuntate spontaneamente saranno  salvate”.

Infine, il centro destra. Visto l’attuale stato della maggioranza, dalle indiscrezioni trapelate, sembra che si stia lavorando per le prossime elezioni amministrative. Sicuri della vittoria contro questo centro sinistra, pare sia stato contattato un esponente della società civile per chiedergli di correre come candidato sindaco: i rumors lo identificano con Pisolo, il nano di gesso che da qualche mese staziona nel giardino di un noto esponente della Casa delle libertà riminese. La proposta nasce, infatti, dalla convinzione che questo candidato possa intercettare il voto della classe proletaria essendo egli stesso esponente dei minatori. Contattato dalla redazione l’interessato non ha rilasciato dichiarazioni.
 

5 Responses to Habitat Rio Re, Rifondazione: “400 appartamenti? Solo!?”

  1. ma vai a cagare !

  2. E’ interessante l’invito. Se fatto a uno stitico potrebbe essere un augurio, se fatto a uno con problemi di diarrea addirittura potrebbe sembrare un inutile accanimento nei confronti di chi, obtorto collo, è devoto a cavalcare il sacro trono di ceramica. Addirittura potrei censurare tutto e, con la dovizia dei miei amici Salciccia Boys, potrei dare fuoco al blog così reprimo il dissenso. O semplicemente ringrazio per l’attenzione.
    Buona giornata anche a te

  3. Ragazzo, stai imparando.
    Ps: Simon ha avuto un’idea: dopo il salciccia, viva il prugna day.

  4. Caro Giovanni,
    sei piuttosto corrosivo, però devo precisare una cosa (non chemi vanti, mi sarei vantato di avere ridotto l’impatto) in maggioranza non tutti abbiamo votato a favore. Qualche amico e compagno si è astenuto per esempio, io, ahimè da solo, ho votato contro. Ti allego un paio di miei comunicati ( nb mai pubblicato da nessun giornale) “Sulla questione del piano particolareggiato denominato habitat Rio Re, penso che sarebbe stato necessario un maggior approfondimento da parte di questa maggioranza. Un approfondimento su sue fronti: quello amministrativo – giuridico e quello politico, un approfondimento che soprattutto vedesse coinvolto l’assessorato all’urbanistica perché le valutazioni riguardavano specialmente questioni non riconducibili all’assessore per le politiche della casa. Dopodiché si deve comprendere una volta per tutte che cosa si intende con la frase “diritti acquisiti” che è la chiosa di una parte di questa maggioranza per chiudere ogni discussione sui piani particolareggiati come in questo caso. I diritti acquisiti in urbanistica si formano con lo ius aedificandi, che a sua volta si forma al momento del rilascio del permesso di costruire, un passaggio, quest’ultimo, successivo alla discussione e approvazione dei piani particolareggiati. Ad esempio: pur essendoci una previsione di costruzione in un comparto, quello che da molti viene considerato il diritto acquisito, se il proprietario cominciasse a costruire senza il permesso di edificare, lo ius aedificandi ossia il “diritto acquisito” a titolo definitivo, successivo all’approvazione del Piano particolareggiato, commetterebbe un abuso edilizio. Detto questo c’è sempre lo spazio per modificare un piano particolareggiato, eventualmente respingerlo e quindi esprimere l’insindacabilità di giudizio di una amministrazione pubblica. Comunque, non si presta un gran servizio alle prerogative dei consiglieri che per legge sono di indirizzo e controllo se si fa pendere sempre la spada di Damocle di ricorsi amministrativi con possibili rivalse patrimoniali. Il punto politico è che ancora manca un piano in grado di organizzare i circa cinquanta comparti che attualmente sono negli uffici, non se ne conosce la portanza, il rilievo e soprattutto non si sa come inserirli nell’impegno politico di arrivare quanto prima al nuovo PSC e alla scelta di ridurre l’espansione edilizia e quindi arginare la rendita immobiliare.”29/09/07
    “Nel merito del Piano particolareggiato denominato “Habitat Rio Re” sussistono motivate perplessità. La prima riguarda il mancato supporto sia tecnico che politico del settore urbanistica e pianificazione, infatti, nonostante le numerose riunioni di commissione consiliare non si è mai assistito alla presenza dell’assessore all’urbanistica o di altro tecnico del settore. La seconda riguarda tutta l’intera vicenda dei comparti. Non si può e non si deve continuare a “vivere alla giornata”, valutando i piani attuativi di volta in volta. Esistono, così almeno ci viene raccontato, una cinquantina di piani in attesa di essere approvati dal Consiglio comunale senza alcun tipo di organizzazione e senza che il Consiglio venga messo nella possibilità di entrare nel merito. Il Comune di Rimini non si è mai dotato di una Carta dei servizi il solo elemento in grado di intervenire in termini di organizzazione dei servizi e delle attrezzature collettive nei comparti. La motivazione principale che viene portata per giustificare queste scelte verte sempre su un offuscato principio della governabilità tout court e questo, purtroppo, rischia di non migliorare le situazioni e soprattutto di vanificare le scelte politiche per il risparmio di territorio e la futura pianificazione della città. Si dica una volta per tutte che cosa si intende fare del PSC e delle promesse spese in campagna elettorale, serenamente ognuno adotterà le scelte che riterrà più opportune.”
    Grazie per la generosa ospitalità.
    Eugenio Pari

  5. Pingback: at giovannibenaglia.it

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