Monthly Archives: ottobre 2007

“Per combattere il bullismo costruiamo gli asili dentro le caserme!”

Appena arrivato, ma subito prolifico di riformismo il Partito Democratico riminese. Dopo gli asili negli stadi, per unire mattone e istruzione, la nuova frontiera pedagogica riformista propone di costruire gli asili nelle caserme. “Il fenomeno del bullismo dilaga nelle nostre scuole. Costruire gli asili nelle caserme serve per abituare da subito i bambini a crescere nel rispetto delle regole, a diventare esportatori di democrazia negli stati canaglia, dall’Iraq all’Iran.  In questo modo faremo crescere i bambini con la schiena dritta, o come dicono nella Spagna di Zapatero, degli hombre vertical. Possiamo partire da subito eliminando i vecchi  e inquinanti autobus scolastici: il servizio potrà essere svolto dagli autoblindo Sagittario, orgoglio dell’industria bellica italica.”

“Questa proposta dà la cifra del nostro stare in campo, anzi nel centro-campo della politica. Dobbiamo capire che ci vogliono strumenti nuovi per governare, che mettano insieme libertà ma anche rigore, che trovano origine nelle esperienze avanzate dell’Europa, nei giovani che girano il mondo, nel web, Youtube, Myspace, Google, la piadina e Internet” Qualcuno fa notare che forse potrebbe non essere un’idea efficace. Ma i vertici del PD mettono subito le mani avanti. “La nostra è una proposta lanciata lì ma non sappiamo se può funzionare”.  Il solito iscritto che vuole conservare l’anonimato commenta: “E’ il bello del nuovo partito: ognuno può dire una patacata ma, visto il vuoto che c’è attorno, sembra sempre una proposta intelligente. Non possiamo neanche dire che abbiamo raschiato il fondo del barile, perché ci siamo venduti anche quello”.

Infine, visto il successo dell’iniziativa Madonna dell’Acqua, il PD riminese ha deciso di accelerare le iniziative in cantiere a cominciare dalla Statale e dalla Terza Corsia. Nei prossimi giorni sarà lanciata la giornata del San Cristoforo Calamitato: ogni riminese che conserva ancora  il viso del santo che si attaccava sui cruscotti di lamiera delle vecchie Fiat sarà pregato di consegnarlo alle istituzioni locali. Una volta terminata la raccolta si procederà a recitare in suo onore vespri e litanie a rotta continua fino a quando non si vedranno le ruspe all’orrizzonte.  Una ulteriore conferma del profilo riformista del Partito Democratico.

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Intervento al Consiglio Generale della Fondazione CARIM, 9 ottobre 2007

Italo Calvino diceva che ”D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Ho voluto usare questa citazione per spostare l’attenzione di un dibattito che troppo spesso, non in questa sede ma soprattutto nel dibattito cittadino, considera la città una cartolina da vendere arrivando a mercificarne il suo valore. Facciamo le opere archittettoniche, tipo il nuovo Palacongressi, la Fiera, la Darsena per avere una bella cartolina da vendere. Lo dissi quando parlammo di Piano Strategico e in questa sede lo voglio riprendere:  la città è fatta dapprincipio di persone ed è a loro che dobbiamo prioritariamente dare una risposta. Vorrei richiamare nel mio intervento due temi che in questo contesto sono molto sentiti: la sussidiarietà e la famiglia. E lo faccio nel tentativo, peraltro non esauriente, di dare una risposta a quelle domande quotidiane che la nostra città ci pone e che vanno al di là del segno urbanistico o archittettonico, o di una città semplicemente bella da vedersi. Dapprincipio faccio una precisazione: quando parlo di famiglia intendo il nucleo centrale della nostra società, senza distinzione giuridica, senza cioè specificare se intendo famiglia unita in matrimonio o meno, oppure fra persone di sesso uguale o opposto e via dicendo. Ne parlo semplicemente come architrave della nostra società. E per parlare di famiglia e di sussidiarietà, e del ruolo che una istituzione come la nostra deve avere, parlo di due grandi problemi che esistono sul nostro territorio provinciale: la casa e i servizi alla persona. Il ruolo della Fondazione, approfondito ormai più volte, non è quello di essere un surrogato delle istituzioni ma è quello di supportare le istituzioni nell’offrire servizi, professionalità, pensieri, idee e quant’altro possa servire per migliorare il benessere collettivo: sussidiarietà appunto. Continue reading

Il PD riminese: “Siccità? Nessun problema, ci pensa la Madonna dell’Acqua!!”

Il Pd è nato da pochi giorni, ma la differenza nel panorama politico si sente subito: “I riminesi devono stare tranquilli: il problema della siccità lo risolveremo affidandoci alla Madonna dell’Acqua”. Con queste parole rassicuranti, infatti, i vertici locali del neonato partito intervengono sulla crisi idrica che sta coinvolgendo la Romagna da qualche mese a questa parte. “Altro che potabilizzatori, invasi, dighe, e altri costosissimi investimenti: un bel rosario, che con due euro ce la caviamo e per non pesare sulle tasche dei cittadini lo paghiamo noi, e l’acqua sgorgherà dai rubinetti. Poi un piano settimanale di vespri mattutini e pomeridiani e  se tutto questo non bastasse ci rivolgeremo direttamente ai piani alti, che di acqua se ne intendono visto che ci camminavano sopra!”
Allo studio, sul modello adottato per il problema siccità, altre iniziative simili: la nuova Statale sarà affidata a San Cristoforo, protettore degli automobilisti, il problema della sicurezza a Santa Barbara mentre per rilanciare il turismo si pensa di chiamare Santana, che non sarà un santo ma suona  comunque la chitarra da Dio. Poi, ancora, si proporranno delle campagne di sensibilizzazione per far imbottigliare il vino sulla base delle fasi lunari, e quelle che informano su quali giorni scegliere se si vuole concepire un bambino maschio oppure femmina.
Con queste serie di proposte viene a delinearsi, così, il vero profilo del Partito Democratico: un misto di magia bianca, magia nera, credenze popolari, religione.  Nell’immediato, però, tengono banco le prossime scadenze elettorali: c’è da eleggere, infatti, lo stregone provinciale e già c’è qualcuno che pensa alle primarie e chi, invece, a lanciare i sassi in una scodella e vedere cosa succede.
Un iscritto al PD, che vuole mantenere l’anonimato, commenta: “E’ sbagliato dire: “Non sanno più a che santo votarsi”. E’ corretto affermare:“Non sanno più a che santo rivolgersi per farsi votare””.

 

FestaUnità 2

Il ruolo più ingrato è quello dell’addetto alla cassa del ristorante. Si deve ciucciare tutta la serata (dalle 19:30 fino alle 22:30), si deve ciucciare i commenti degli avventori più esigenti (battute tipo “mi sembra un po’ caro” detto da chi ha il vassoio che vonta di mangeria) e si deve ciucciare il fatto che alla fine della serata mangia quello che è rimasto, solitamente piada con due salsiccie ingianghite. Insomma, un missionario del ciucciamento.
Finito il turno, in genere, va a dargli il cambio il primo che passa,  giusto così per non lasciare la cassa sguarnita nel caso qualche ritardatario arrivasse. Caso vuole che una sera alla cassa, verso circa le 22:30, vada a finire un volontario un po’ guercio per via di una discreta miopia e, soprattutto, non pratico né del registratore di cassa né tanto meno dei prezzi. Il titolare, capita l’antifona, si mette a mangiare poco distante.  Il primo cliente che arriva è il meticcio mezzo San Vitese e mezzo Sammaurese con il suo vassoio che ospita discretamente un pezzo di piada, due salsiccie e un po’ di insalata.
L’addetto alla cassa incomincia a digitare sulla cassa come può farlo solo un miope per di più ignorante dello strumento: piegato sul registratore con il naso che accompagna il pigiare dei tasti. Il meticcio lo guarda, poi guarda il titolare della cassa seduto lì vicino, guarda il suo vassoio, riguarda l’addetto improvvisato e poi si gira di nuovo verso il titolare della cassa e gli fa, in perfetto dialetto della piana brada fra san vito e san mauro pascoli:
“Dì te, vin a voida, che quest u met sò un mez bagoin!!”

 

Habitat Rio Re, Rifondazione: “400 appartamenti? Solo!?”

Approvato nel Consiglio Comunale di giovedì scorso il piano particolareggiato Habitat Rio Re che prevede la costruzione di circa 400 appartamenti di edilizia privata e 40 appartamenti di edilizia convenzionata pubblica. Rifondazione Comunista, attraverso i suoi esponenti, si dichiara soddisfatta dell’operazione: “Solamente 400 appartamenti? Cementifichiamo un’area in campagna, senza fogne, strade, parcheggi e servizi? Cosa volete che sia se in cambio si hanno 40 alloggi di edilizia convenzionata.” Rifondazione, con questo voto, completa così la sua transizione: dalla falce e martello alla calce e livella, dalla lotta di classe al lotto di classe, costruito secondo i dettami della bioarchitettura.

Soddisfazione anche nel gruppo dell’Ulivo: “Potevamo fare di peggio”, è il commento. La maggioranza ricorda che nel piano del 1996 ne erano previsti molti di più e, solo grazie alla forte responsabilità di questa classe dirigente, si è riusciti a ridurre il carico urbanistico. A chi chiedeva spiegazioni in merito al problema della mancanza della fognatura, il futuro Partito Democratico ha così risposto: “E’ uno scandalo! I riminesi devono imparare a cagare di meno. Non possiamo di certo bloccare lo sviluppo per i piaceri corporali di qualche cittadino”. Nel merito anche i Verdi esprimono soddisfazione: “Ci hanno assicurato che le tre violette spuntate spontaneamente saranno  salvate”.

Infine, il centro destra. Visto l’attuale stato della maggioranza, dalle indiscrezioni trapelate, sembra che si stia lavorando per le prossime elezioni amministrative. Sicuri della vittoria contro questo centro sinistra, pare sia stato contattato un esponente della società civile per chiedergli di correre come candidato sindaco: i rumors lo identificano con Pisolo, il nano di gesso che da qualche mese staziona nel giardino di un noto esponente della Casa delle libertà riminese. La proposta nasce, infatti, dalla convinzione che questo candidato possa intercettare il voto della classe proletaria essendo egli stesso esponente dei minatori. Contattato dalla redazione l’interessato non ha rilasciato dichiarazioni.