La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Le mie ferie 1

Quest’anno sono rimasto nella mia magione avita, non ho trasbordato come l’anno passato in Francia  per una serie di motivazioni. La prima, immediata: volevo godermi il mare e il sole della mia terra. Infatti, quattro giorni di pioggia di fila, nell’estate più siccitosa degli ultimi 150 anni. Ci ho preso, non c’è dubbio. Secondo motivo: tutti i miei amici hanno fatto vacanze più o meno assurde. Chi in montagna, che odio, perché passare i giorni a camminare e guardare alberi, e poi ancora alberi e monti, monti e alberi e via così per una settimana mi fa diventare un tantino simile al tranquillo Norman Bates. Chi prima in Spagna, in bicicletta e poi a Praga, in aereo. Il tutto in due settimane. Ecco il programma a suo tempo propostomi: partenza sabato a mezzogiorno, arrivo a Civitavecchia alla sera (perché si andava in traghetto, molto romantico, soprattutto con quattro nerboruti compagni di viaggio persi fra un Fiat Doblò e una Multipla), dormire in campeggio e il giorno dopo alle 15 partenza per Barcellona con arrivo il lunedì alle 15. Poi da qui in bicicletta fino a Granada, 1.000 km più in giù. Il tutto entro il sabato successivo quando si sarebbe preso l’aereo per Praga, dove si stava una settimana circa, anche se non proprio lì ma a 300 km di distanza. La mia risposta è stata: “No, grazie. Vorrei riposarmi.”
Sono a casa. SMS dell’unico superstite alla fuga da Rimini, vittima più che altro di un lavoro appagante. “Cinema stasera?”. “Certo, avrei bisogno di una serata sulla cresta dell’onda”. Si pone il problema di cosa vedere. Visti tutti tranne Harry Potter e Disturbia. Del mago quattrocchia non ho mai visto né letto niente, meglio non iniziare adesso tanto ormai il giochino finisce. Rimane DISTURBIA, thriller appena uscito. Vada per questo. Entriamo. Età media degli spettatori 17 anni. I ragazzi vestiti con cappello in testa, maglia modello mutilatino di tre taglie più grandi con cappuccio e stelline nere sparse sopra,  occhiali RAI BAN modello parabrezza per scooter, indossati anche al cinema perché fa figo, jeans con quella che mia nonna, in un impeto di sano pragmatismo, definirebbe “la loffa nel culo”, scarpe modello FERRO DA STIRO perché delle stesse dimensione dei ferri che la nonna di cui sopra usava mettere sulla sua splendida stufa in ghisa verniciata di bianco. Le ragazze con lo stesso look,  con la variante che le maglie sono più corte e portano i jeans rigorosamente o bianchi o neri, ultra attilati che producono questo effetto: su una schiera, piuttosto eletta, stanno veramente molto bene, su tutte le altre (circa il 90% degli astanti) producono l’effetto “budello di salciccia” per cui quello che non ci sta dentro deve, per questioni di fisica, uscire e lo fa implacabilmente sulla vita, con una sovrabbondante cascata di ciccia e cellulite che ti sale il colesterolo solo a guardarle. Continua..