Intercettazioni
Pubblicato da Giovanni Benaglia
Sulla questione UNIPOL io la vedo così:
1. UNIPOL poteva, e può, comprare tutto quello che vuole essendo una società quotata in borsa che fa della logica industriale ed economica la sua missione. Questo desiderio, però, voleva essere soddisfatto a tutti i costi non badando alle manovre che gli attori in campo stavano compievano. Unipol faceva una operazione “industriale e di mercato” qualcun altro ci voleva fare sopra “la cresta” fregandosene del diritto e delle norme. Così non va.
2. Leggendo le intercettazioni si fa fatica a dire che ci siamo semplicemente “informati”. Mi sembra, invece, che ci siamo “interessati” prestando la nostra opera affinchè l’operazione andasse nel migliore dei modi. Nulla di male, per carità, se tutti gli attori in campo fossero stati corretti. Il problema è che abbiamo avvallato, in questo modo, delle speculazioni puramente personali (il caso di Bonsignore che chiede dei favori politici in cambio del suo assenso è emblematico)
3. Non c’è dubbio: l’autorizzazione va data. Per una settimana ci siamo arrocati dietro alla modalità con cui il GIP Forleo ha chiesto tale autorizzazione. Io credo che il mio gruppo dirigente sia pulito, che non c’entri niente e che anzi abbia fatto tutto il possibile per rispettare le leggi. Ma il comportamento che stiamo tenendo, se non abbiamo fatto nulla, non è consono. Non dobbiamo salvare un gruppo dirigente che, se emergeranno delle responsabilità deve essere mandato a casa, ma dobbiamo salvare un Partito che, al di là degli uomini, della questione etica ha sempre fatto una bandiera. Mi auguro che non succeda come nel 1993 quando il Parlamento negò l’autorizzazione a indagare su Craxi: la storia gloriosa del Partito Socialista fu macchiata definitivamente per salvare un gruppo dirigente quanto meno corruttibile.