Partito Democratico: tra sogno e realtà

Il mio intervento sul PD inviato alla stampa:

Egregio direttore,
non ci siamo accorti, in questi mesi, del solco che c’è fra l’enunciazione delle teorie riformiste e la loro quotidiana applicazione. Solco che contribuisce ad aumentare la distanza fra la politica e la gente. Mi spiego meglio. Si dice che il Partito Democratico tutelerà il mercato e la concorrenza. Guardiamo le privatizzazioni che abbiamo fatto. Quella di Telecom nel 97 è la più brutta a livello europeo. Oppure quelle delle municipalizzate: alle inefficienze gestionali pubbliche abbiamo sostituito le efficienze del privato, unicamente, però, a livello di profitto. Il servizio è clamorosamente scadente. Il Partito Democratico combatterà gli sprechi. Perché non presentiamo una proposta di legge per abolire le Province, la cui utilità non è certo superiore al loro costo? Il Partito Democratico combatterà le rendite per liberare le energie. Non mi risulta una proposta forte per abolire gli ordini professionali. Il Partito Democratico premierà il merito e non l’appartenenza. Le nomine nazionali negli enti e nelle aziende sono state fatte con un certo riguardo all’appartenenza.
Il Partito Democratico sarà il partito del rinnovamento e delle nuove classi dirigenti. Il Comitato Promotore, depositario delle regole, non è un capolavoro di rinnovamento, né anagrafico né di metodo: i partiti e le correnti ci sono tutte, la società civile è più un inciampo che un’intenzione. Ricordo anche l’uso disinvolto che abbiamo fatto dell’attuale legge elettorale. Criticata pesantemente, ma applicata con dovizia nei suoi aspetti più deteriori: il metodo di formazione della lista dei  parlamentari è  stato poco “riformista”.
A livello locale il divario è identico: si dice che il Partito Democratico sostituirà lo sviluppo quantitativo del territorio con lo sviluppo qualitativo. Motori immobiliari, varianti, accordi di programma, inceneritori, dimostrano il contrario. Per non parlare dell’equità fiscale: la lotta all’evasione e al lavoro nero da noi languono.
Non credo nel potere taumaturgico delle cose né in quello salvifico delle scatole: perché il PD oggi è solo una scatola, piena di belle cose (e ci mancherebbero che ci fossero quelle brutte). La vita quotidiana ha, invece, pochi fronzoli e molta sostanza: la differenza fra ciò che diciamo è quello che facciamo non possiamo nasconderla sotto il tappeto. Faccio una proposta: parliamo un po’ di meno e dimostriamo un po’ di più quanto sarà bello il Partito Democratico. Solo così possiamo costruire il successo di questo progetto.
Una postilla: durante il congresso provinciale dei Ds io, insieme a tutte le minoranze, ho posto il problema della distanza fra politica e cittadini e la sfiducia di questi nei confronti della classe politica. Nonostante nessuno avesse fatto nomi ma posto solamente un problema, c’è stato qualche compagno che si è sentito offeso e ci ha duramente criticato. Il dibattito di questi giorni ha reso giustizia delle nostre affermazioni: il tempo, ancora una volta, è galantuomo.

7 Responses to Partito Democratico: tra sogno e realtà

  1. Caro Giovanni, mi invii il tuo indirizzo mail, così ti invio alcune cose, intanto sono da leggere l’articolo di Gianni Cuperlo e quello di Andrea Romano. Da leggere è anche il libro di Stella “La casta”.

  2. Giovanni Benaglia

    Quello di Cuperlo l’ho letto e mi è piaciuto molto. Il libro di Stella mi riprometto di comprarlo. L’indirizzo e.mail è studio@giovannibenaglia.it

  3. Come al solito sei uno dei pochi pur parecipando alla fase costituente del PD che critica il modo di fare di molte persone.
    Purtroppo (questo si sapeva) e si evince da queste ultime elezioni amministratve la gente non ha capito la realizzazione del nuovo Partito.
    Per lo più stanno ancora litigando e discutendo su chi deve essere il leader del PD e non si stanno accorgendo che la gente si è stufata e aspetta che qualcuno risolva i loro problemi.
    Qui do ragione a te, anche io mi ricordo il tuo intervento sulla sfiducia dei cittadini della politica e il dibattito di questi giorni dovrebbe far pensare tante persone.

  4. Giovanni Benaglia

    Intanto grazie, come sempre, di essere passati a trovarmi. Davide hai ragione: parliamo di tutto ma non di politica. I risultati elettorali, soprattutto al Nord, sono disarmanti: dove va bene prendiamo un 20% di distacco. Adesso vedrai cosa ci diranno: “Il voto è un chiaro segnale che dobbiamo accelerare sul Partito Democratico.” Poi un altro aggiungerà: “Ma il leader quando lo facciamo? Prima o dopo le primarie? No facciamo un portavoce! Anzi, un coordinamento dove dentro ci sono tutti. Ok, ma non dimenticatevi le donne…” Andiamo avanti, così, Davide, fino a quando non ci manderanno a casa definitivamente. Ma ho paura che non serva lo stesso. Come si dice da noi, “Teniamo botta”!!!.

    P.S. Secondo me Floro Flores è un gran giocatore!!!

  5. Puoi avere ragione, ma preferisco avere Moscardelli. Hai sentito Baccin che si è arrabbiato e anche molto per quelle persone che dopo il secondo dell’Arezzo sono andate via dallo stadio. Mi ricorda qualcuno!!!

  6. Giovanni Benaglia

    Ha ragione. Infatti io sarei rimasto per vedere anche il terzo….

  7. no comment, stai bene al manuzzi o alla fiorita!!!!!!!!!!!!!!!!

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