Monthly Archives: maggio 2007

Partito Democratico: tra sogno e realtà

Il mio intervento sul PD inviato alla stampa:

Egregio direttore,
non ci siamo accorti, in questi mesi, del solco che c’è fra l’enunciazione delle teorie riformiste e la loro quotidiana applicazione. Solco che contribuisce ad aumentare la distanza fra la politica e la gente. Mi spiego meglio. Si dice che il Partito Democratico tutelerà il mercato e la concorrenza. Guardiamo le privatizzazioni che abbiamo fatto. Quella di Telecom nel 97 è la più brutta a livello europeo. Oppure quelle delle municipalizzate: alle inefficienze gestionali pubbliche abbiamo sostituito le efficienze del privato, unicamente, però, a livello di profitto. Il servizio è clamorosamente scadente. Il Partito Democratico combatterà gli sprechi. Perché non presentiamo una proposta di legge per abolire le Province, la cui utilità non è certo superiore al loro costo? Il Partito Democratico combatterà le rendite per liberare le energie. Non mi risulta una proposta forte per abolire gli ordini professionali. Il Partito Democratico premierà il merito e non l’appartenenza. Le nomine nazionali negli enti e nelle aziende sono state fatte con un certo riguardo all’appartenenza.
Il Partito Democratico sarà il partito del rinnovamento e delle nuove classi dirigenti. Il Comitato Promotore, depositario delle regole, non è un capolavoro di rinnovamento, né anagrafico né di metodo: i partiti e le correnti ci sono tutte, la società civile è più un inciampo che un’intenzione. Ricordo anche l’uso disinvolto che abbiamo fatto dell’attuale legge elettorale. Criticata pesantemente, ma applicata con dovizia nei suoi aspetti più deteriori: il metodo di formazione della lista dei  parlamentari è  stato poco “riformista”.
A livello locale il divario è identico: si dice che il Partito Democratico sostituirà lo sviluppo quantitativo del territorio con lo sviluppo qualitativo. Motori immobiliari, varianti, accordi di programma, inceneritori, dimostrano il contrario. Per non parlare dell’equità fiscale: la lotta all’evasione e al lavoro nero da noi languono.
Non credo nel potere taumaturgico delle cose né in quello salvifico delle scatole: perché il PD oggi è solo una scatola, piena di belle cose (e ci mancherebbero che ci fossero quelle brutte). La vita quotidiana ha, invece, pochi fronzoli e molta sostanza: la differenza fra ciò che diciamo è quello che facciamo non possiamo nasconderla sotto il tappeto. Faccio una proposta: parliamo un po’ di meno e dimostriamo un po’ di più quanto sarà bello il Partito Democratico. Solo così possiamo costruire il successo di questo progetto.
Una postilla: durante il congresso provinciale dei Ds io, insieme a tutte le minoranze, ho posto il problema della distanza fra politica e cittadini e la sfiducia di questi nei confronti della classe politica. Nonostante nessuno avesse fatto nomi ma posto solamente un problema, c’è stato qualche compagno che si è sentito offeso e ci ha duramente criticato. Il dibattito di questi giorni ha reso giustizia delle nostre affermazioni: il tempo, ancora una volta, è galantuomo.

LIBRI: Michel Faber, Sotto la pelle, Einaudi Stile Libero, euro 9,00.

Il giorno di Pasqua, con la consueta combriccola allargata per l’occasione a qualche innesto femminile, nel tentativo di riempire la giornata (fare notte, sarebbe meglio dire) abbiamo fatto un giro al tendone dei libri al porto. I maschietti, compreso il sottoscritto, si sono calati nel ruolo di uomini de cultura per far colpo sulle femminucce e si sono avventurati fra libri di filosofia, l’immancabile Paulo Coelho, poesie di Neruda e Pessoa: figurarsi con quale interesse per l’opera in se visto che, quando non siamo maschi predatori, ci alimentiamo con i film dei Vanzina e i libri di ZELIG!! Io mi imbatto per la sesta volta nel giro di un anno nel libro “Il petalo cremisi e il bianco” di Michel Faber, il quale ho ripetutamente tentato di acquistare ma mi sono sempre ricreduto all’atto della conta delle pagine: 985. Per inciso il libro parla di una prostituta che scale le vette della società vittoriana: insomma una sorta di Pretty Woman ottocentesca. Mi rigiro nelle mani il libro, le pagine ovviamente sono rimaste quelle e non diminuite, calcolo i mesi che mi ci vogliono per arrivare alla fine e mi salta all’occhio lì a fianco un altro volume dello stesso autore: Sotto la pelle. Lo guardo, il sottotitolo dice “Dall’autore di Il petalo cremisi e il bianco“, pagine 268, euro 9,00. Bene, Faber è comunque, le pagine sono giuste, il prezzo pure, leggo la trama: “Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte della Higlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi. E’ sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. E’ decisamente pericolosa. Che cosa nasconde sotto la pelle? Una storia su come cambiamo, su come restiamo gli stessi, su ciò che fa la differenza.”
Una donna che va a caccia di autostoppisti?? Sì ho pensato proprio a quello, in un’esplosione di malizia che, fatta la conta di tutto, mi ha fatto propendere per l’acquisto. Confermo, dopo averlo letto, che chi scrive i retri delle copertine molto probabilmente i libri non li legge neanche, perché è vero che parla di una donna che va a caccia di autostoppisti ma non certo con le intenzioni che noi maschietti possiamo pensare e che comunque il riassunto fa balenare. Per chi l’ha letto toglietevi dalla testa “Il petalo cremisi e il bianco”, perché non c’entra niente: è un libro a metà tra un thriller e un horror, scritto molto prima del suo successo internazionale ma uscito in Italia solo dopo. Non svelo niente perché va semplicemente letto: la trama è semplice ma il modo con cui svela i dettagli è stupendo facendoti arrivare in maniera disarmante a scoprire la realtà. Bellissimo. 
Per la cronaca uno della compagnia si è comprato un libro di Pessoa e all’uscita del tendone, quando le femminucce chiedevano conto degli acquisti fatti, l’ha mostrato con orgoglio.  Le donne, visto che sono più intelligenti dei maschi, non si sono certo impressionate e posso senz’altro affermare che una volta arrivato a casa, il libro sia finito sotto il divano.

Iniziativa pubblica

Vi segnalo questa iniziativa:

Venerdì 11 maggio 2007 a rimini alle ore 21 alla sala degli archi in piazza cavour si tiene un importante dibattito pubblico sui temi legati all’urbanistica, con riferimento in particolare allo stadio e alla proposta di motore immobiliare per realizzarlo. Saranno presenti due ospiti di eccezione:
vezio de lucia (noto urbanista)
francesco frieri (assessore del comune di Modena)

modera il dibattito:
stefano tamburini (ex direttore corriere romagna)

l’incontro è organizzato da Cristian Tamagnini di Rifondazione Comunista ed Ennio Pari dei Comunisti Italiani.

Ci vediamo lì.
 

L’insegna

Questa me l’hanno raccontata:
La Sinistra Giovanile ha una delle sue sedi di fronte ad un bar frequentato, soprattutto il sabato pomeriggio, da molti giovani perché trasmettono le partite di calcio in televisione.
Nella sede della Sinistra Giovanile trovano ospitalità anche i compagni della locale sezione DS. Un sabato pomeriggio, giorno devoto al culto del Rimini e delle sue partite fuori casa, il bar è pieno e nella sezione ci sono due compagni, di lunga militanza politica e umana, che stanno discutendo, seduti alla scrivania uno di fronte all’altro, di politica.
Finisce il primo tempo e i giovani sciamano fuori dal locale mettendosi a fumare davanti alla vetrata con appiccicato sopra l’enorme logo della Sg. Subito dietro, in trasparenza, si vedono i due compagni che parlano.
Due ragazzi sembrano incuriositi. Guardano dapprima il logo e poi guardano dentro, vedendo i due compagni che discutono. Poi ancora guardano il logo e poi dentro, in un curioso gioco di occhiate e di confronto fra il logo e l’età dei compagni all’interno.
Poi uno, tirando con insistenza una boccata dalla sigaretta, fa all’altro ad alta voce: “Hai visto, SINISTRA GIOVANILE”.
L’altro, guardando i due compagni dentro:”Uhm, avranno duecentocinquant’anni in due!!”
Buttano la sigaretta per terra, schiacciandola con la punta del piede. Rientrano. Il secondo tempo è già iniziato.

 

 

Affari miei 4

La sera del Primo Maggio sono andato al Centro Sociale Grottarossa Spa ad ascoltare il concerto dei GANG. Sarò vecchio, fuori dal tempo, non adatto ad un partito che guarda avanti, uno che si specchia nel suo passato e si fa prigioniero della sua memoria. Insomma, sarò tutto questo ma comunque l’altra sera mi sono sentito a CASA MIA.