La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Andarsene non serve

Innegabilmente per noi è tutto più difficile: veniamo da una storia antica e appassionante, da idee, lotte, valori, simboli, nomi e persone che rappresentano prima di tutto un’appartenenza, un porto sicuro in cui rifugiarsi. Per la Margherita non è così: loro il porto lo hanno lasciato quindici anni fa. Le lacrime, quelle soltanto, testimoniano la difficoltà: a Firenze c’erano, le ho viste e le ho sentite, a Roma non ci sono state. Tutto qua, se volete.
Ma andarsene non serve. Semplicemente perché la nostra casa ormai non c’è più. Hanno deciso di venderla e in qualunque posto noi andremo, qualunque forza o movimento costruiremo, non sarà più casa nostra ma sarà altro. Io vi dico che vale la pena di restare. Chi la nostra casa l’ha chiusa ci ha promesso che tutto sarà diverso: il rifugio, se vogliamo, lo possiamo costruire insieme con strumenti nuovi, allargando la partecipazione a quella società che millantiamo di voler rappresentare ma che in realtà non conosciamo. Vale la pena di restare, dicevo, perché è a loro che dobbiamo proporre le nostre idee: non ai burocrati, ai capi correnti, ai piccoli vassali locali, ma alle persone che alla mattina si alzano, escono di casa, affrontano la giornata, chiedono una risposta ai loro problemi. Sono loro la nostra speranza: quelli che se ne fregano degli editti della Chiesa, quelli che convivono e non si sposano perché l’amore esiste anche senza legame giuridico, quelli che vivono un amore che per i benpensanti bigotti non è tale ma semplicemente devianza, quelli che hanno un lavoro precario o non ce l’hanno e di flessibilità non vogliono morire, quelli che abbiamo fatto finta di non vedere in tutti questi anni. Quelli che quando sarà ora parteciperanno secondo coscienza e non convenienza, senza dogmatismi o liturgie, senza mediazioni per finti opportunismi.
Due considerazioni mi hanno colpito in questi mesi. La prima di Ilvo Diamanti che in una intervista all’Espresso dichiara che “i nostri figli ci dovrebbero uccidere. Già ma poi cosa gli rimane? Per come vivono, noi gli siamo indispensabili perché il nostro controllo su di loro è totale. Non gli abbiamo lasciato nemmeno lo spazio per la ribellione“. La seconda mi è stata fatta durante una passeggiata pomeridiana. Suonava più o meno così:”Ti rendi conto che i politici di oggi stanno costruendo un futuro che per l’età che hanno non vedranno neanche?
Ci dobbiamo provare mettendoci ancora una volta in gioco. Perché questo Partito Democratico non dobbiamo farcelo costruire ma lo dobbiamo costruire. Non dobbiamo farcelo dare in eredità ma ce lo dobbiamo prendere. Non dobbiamo aspettare ma incalzare sui temi e sui valori. Perché il futuro è nostro e non di chi oggi ci racconta che la nostra casa ormai è brutta e cadente ma si dimentica di dirci perchè l’hanno ridotta così. Perché sia un Partito che rappresenti veramente la società, quella che noi conosciamo e che ci ritroviamo ad affrontare tutti i giorni, quella che è più avanti dei politici che pensano di rappresentarla.
Continuiamo a farlo insieme questo pezzo di strada: lo dobbiamo prima di tutto a noi stessi, alle battaglie che abbiamo fatto, alle idee nuove che abbiamo messo in campo, alla semplice e vera voglia di partecipare che abbiamo dimostrato in questi mesi.
 

2 Commenti »

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2 Risposte a “Andarsene non serve”

  1. alberto dice:

    caro giovanni, ho affrontato insieme a te e ad altri compagni e compagne il percorso che ti ha visto candidato segretario al congresso provinciale del partito. Ma ora per me è giunto il momento di fermarmi. Lo sai, ho sempre espresso dubbi sul cammino intrapreso a livello nazionale verso il Partito Democratico e ciò che è uscito dal congresso sinceramente non me li ha tolti, bensì rafforzati…
    Spero che le vostre idee nel futuro P.D. diventino maggioranza, ne dubito fortemente ma ve lo auguro di cuore.

  2. Davide dice:

    Mi dispiace Giovanni, ma sono sempre più convinto che non pateciperò alla fase costituente del PD.
    Siamo troppo differenti noi e gli”amici” della Margherita.
    Ora speriamo come ho letto dai giornali che riescano a costituire un Partito della Sinistra che vada da Rifondazione al nuovo gruppo che si è formato in Parlamento della Sinistra Democratica.
    Come dce il Compagno Mussi BUONA FORTUNA.

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