La versione di Giovanni

ovvero diario resistente, di un guardiano del faro, nella Rimini democratica e riformista

"Spiacere è il mio piacere io amo essere odiato"

Compagni di scuola

Ho letto il libro di Andrea Romano, Compagni di Scuola. E’ interessante. La sua teoria è che Veltroni, D’Alema e Fassino sono i rappresentanti di una famiglia politica, nata e formatasi con Enrico Berlinguer e svezzata da Occhetto (che ricambieranno cacciandolo dopo la sconfitta del 1994), che però non ha saputo mai mettersi in discussione né rinnovarsi, condannando, come dice l’autore, la propria tradizione al declino. Da sottolineare il passaggio sul Partito Democratico: “nel traguardo del Partito Democratico la leadership post comunista ha trasferito l’ennesimo sforzo di conservazione della propria unità familiare. Tutti insieme, ancora una volta, come siamo riusciti a fare a ogni svolta di una storia piena di insidie. Ieri la minaccia era la fine del comunismo, oggi è il declino della breve esperienza dei Democratici di Sinistra, ma ne usciremo come sempre uniti: tu terrai a bada la sinistra (D’Alema), tu indicherai un orizzonte leggendario (Veltroni), io in sala macchine (Fassino)”.
Si fa il Partito Democratico per non cambiare niente ma semplicemente per consentire a questa famiglia di stare uniti. Andrea Romano ha ragione: se non altro perché la nudità dei fatti lo dimostra. Nei paesi “normali” (altra citazione D’Alemiana) quando un partito non va elettoralmente si cambia la classe dirigente: qui noi cambiamo il partito. Il Labour Party ci ha messo vent’anni per tornare a governare e lo ha fatto solo dopo aver creato una nuova classe dirigente.  I Ds questo non l’hanno mai fatto. Su questo Romano è chiaro: “risulta perciò patetico e retorico allo stesso tempo l’invito a “un atto di generosità della nostra generazione” verso i giovani, formulato di tanto in tanto da Massimo D’Alema. Perché si è generosi nel controllo e nella cessione di un bene personale di cui si ritiene di disporre in piena autonomia, in base agli umori del momento. E perché è la responsabilità, e non certo la generosità d’animo, a qualificare una classe dirigente alla prova del mutamento“.
Sempre D’Alema al congresso della Sinistra Giovanile ci ha consigliato di bussare alle porte di questa classe dirigente. Il problema non è bussare ma capire la disponibilità del padrone di casa ad aprire: l’esperienza riminese mi insegna che il padrone di casa non solo non apre ma addirittura, per evitare che qualche infiltrato clandestino possa trovar delle comodità, fa sparire le poltrone dal tinello. E’ questo il concetto della politica non come responsabilità ma come bene personale: Rimini, anche in questo, docet!
 

2 Commenti »

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2 Risposte a “Compagni di scuola”

  1. Davide dice:

    Bella recensione del libro, lo comprerò sicuramente per leggerlo.
    Però prima volevo fare delle precisazioni.
    Andrea Romano l’autore del libro omette dei “piccoli” particolari:

    -Berlinguer come suo sostituto puntava su Massimo DAlema e poi si sono messi d’accordo i vari dirigenti per puntare su Occhetto.

    -Il Partito (PDS) all’epoca con Occhetto arrivò nel 1994 al 16%

    - Con Massimo D’Alema, quando abbiamo vinto le elezioni nel 1996 arrivò sopra il 20% non mi ricordo la percentuale esatta e diventò il primo partito votato in Italia.

    Naturalmente ci sono stati degli errori come la realizzazione del Partito Democratico che è una mere fusione di due forze polituche, adesso non al meglio e i sondaggi lo dimostrano.

  2. Giovanni Benaglia dice:

    Ok sei Dalemiano. Io sono di rito veltroniano, invece…

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