Armiamoci e partite!!!

“Vai avanti così, sei tutti noi”. E poi ancora “Siamo tutti con te”. Ci mancano le ali di folla e poi mi sento un Gladiatore romano. Queste sono state le reazioni quando ho manifestato l’intenzione di candidarmi come segretario provinciale dei Democratici di Sinistra. Capirete, quindi, che quando mi comunicano che per formalizzare la candidatura servono dieci firme dei membri della Direzione Provinciale la mia reazione sia stata del tipo “Cosa sarà mai! Figurati se non trovo dieci firme!!”.
Piccola digressione didascalica, per i digiuni della politica: la Direzione Provinciale è quel luogo di Eletti (non in senso elettorale ma in senso di Matrix per chi ha visto il film e per chi no guardatelo perché è bello) dove si realizza la democrazia (!) del Partito, composto da circa 110 membri.
Cosa saranno mai, dieci firme!!! Mi procuro la lista dei potenziali firmatari e inizio il tour telefonico.
Chiamo il primo della lista: “Ciao sono Giovanni Benaglia, sai sono candidato dovrei raccogliere dieci firme per presentare la candidatura ecc….Firmi?” Risposta:”Certo, non me lo devi neanche chiedere e non posso pensare che ci sia qualcuno che ti dice di no”. Sempre più gasato penso:”Che culo, alla prima botta.”
Secondo. Stessa storiella “Ciao sono Giovanni Benaglia ecc….”. Risposta:”Ma vedi non lo so perché ho cambiato mozione e per coerenza voto il candidato di quella mozione e quindi firmo anche la sua candidatura. Non ce l’ho con te, anzi sono d’accordo con molte tue idee, però sai la coerenza…”. Io: “Certo, accidenti, se c’è la coerenza di mezzo non ti chiedo niente di più”. Lui:”Perché io, vedi, ti rispetto in quello che dici, sono d’accordo, mi piaci, però io voglio condizionare il candidato segretario che vincerà il congresso…” Penso:”Bene, non mi firma e mi dice che perdo, telefonata sprecata”. Lui continua con un pistolotto di venti minuti su chi siamo, dove andiamo, con chi. Lo ammetto: la mia attenzione è scemata quando mi ha detto che non firmava.
Terzo nome. Questo l’ho incontrato una settimana prima sul Corso d’Augusto e mi ha fatto un sacco di complimenti. Penso che la firma sia abbastanza sicura. Attacco:”Ciao sono Giovanni Benaglia ecc….”. Lui: “Guarda mi prendi in un momento particolare, sono appena tornato da un viaggio”. Io: “Scusami non volevo disturbarti se vuoi ci sentiamo in un altro momento”. Lui:”No ma figurati, non mi disturbi. Soltanto che non so se firmo perché prima devo capire la situazione locale, come stanno le cose, sai così su due piedi sono appena tornato da un viaggio…” Io:”Ma quanto sei stato via”. Lui:”Tre giorni”. Non ho detto altro.
Arrivo al quarto nome sulla lista. E’ un mio fedelissimo della prima ora, quello che in una affollata riunione mi chiese per primo di candidarmi. Mi risollevo: qui vado a botta sicura, la firma è già sul modulo. Attacco diretto senza preamboli:”Mi firmi?”. Lui:”Ah si, per che cosa?”. Io:”Per presentare la candidatura, sai, le firme, tu sei nella Direzione, mi hai chiesto di candidarmi, vieni sempre da me a tutte le ore a chiedermi come va, come non va, ecc…” Risposta di Lui:”Parliamone”. Click. Chiudo fingendo che sia caduta la linea. Bottino della giornata: quattro nomi chiamati, un’ora e mezza di telefonata complessiva, una firma. Arrivare a 10 “Che vuoi che sia mai!!!!”.

One Response to Armiamoci e partite!!!

  1. Bello il resoconto….

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