Lettera aperta al segretario provinciale dei Ds

Caro Riziero,
se le parole hanno un peso, e per me ce l’hanno, occorre saperle usare nel modo più appropriato perché alla fine, sembrerà strano, rimangono.
Alle tue affermazioni, al di là del tentativo di delegittimazione che hai compiuto, rispondo che siamo sempre stati  informati e consapevoli di ciò che abbiamo detto e di ciò che abbiamo fatto.
Tu sottolinei che nessuno ancora ha accettato la proposta dello stadio, addirittura affermi che il sindaco l’ha definita “una proposta da valutare”.  Lo stesso sindaco ha detto chiaramente “Tiro dritto, porto il progetto in maggioranza: o è un sì oppure è un no”. E ancora tu stesso, all’indomani della presentazione, commentavi che “L’ “operazione stadio” – così entrata nell’immaginario dei riminesi – in realtà non è una semplice “operazione stadio”. Si rivela essere invece l’opportunità per la città di mettere il turbo, di sviluppare i propri servizi sul territorio, in particolare di quelli che riguardano la scuola e l’esercizio sportivo, non solo del calcio ma di tutti gli sport di massa”. Infine il rappresentante del consorzio, Sauro Nicolini, dice “la proposta, che in quest’anno e mezzo abbiamo continuato a modificare integrandola in base alle indicazione dell’Amministrazione” e poi ancora “abbiamo sempre mantenuto uno stretto confronto con il sindaco”.
Da queste parole emerge addirittura che la proposta, che tu oggi ritieni da discutere, è stata concordato con l’Amministrazione. Ma su quale mandato? Chi ha stabilito di rifare un pezzo di Prg quando in campagna elettorale sostenevamo la teoria di “basta varianti, basta cemento”?
A queste domande devono dare risposta i nostri rappresentanti in giunta: vice sindaco e assessore all’urbanistica.
Sul piano strutturale, affermi che “non sono d’accordo con chi dice che occorrerebbe attendere l’approvazione del nuovo piano strutturale perché significherebbe perdere almeno altri cinque anni”. E’ una pietra tombale sulle promesse fatte in campagna elettorale? Se così fosse non serve stare in mezzo alla gente, come tu ricordi, se poi li prendiamo in giro.
Come hai visto, Riziero, le parole hanno un peso. Ed è tanto più grande tanto più sono indefinite, contrastanti, addirittura in contraddizione. Bisogna saperle usare e noi, fino adesso, le abbiamo usate nel migliore dei modi. A volte non serve neanche essere di sinistra, ambientalista e progressista: basta la virtù degli stupidi, la coerenza.
Non abbiamo mai avuto la pretesa di insegnarti qualcosa e crediamo di non averlo mai fatto. Vogliamo partecipare alla vita della nostra città, perché forse troppo spesso vi dimenticate che Rimini è anche nostra. Se dare dei giudizi, su un’operato piuttosto che su un pensiero altrui, lo consideri un atteggiamento professorale, beh pazienza, sarà sempre un modo per costruire la vita che ci riguarda.
Un insegnamento utile dai tuoi commenti lo voglio trarre: è giunto il momento di prenderci delle responsabilità in prima persona. Tutto questo incominciando dal nostro Partito. Mi sembra l’unico modo finalmente per marcare una differenza, o forse, semplicemente per saper meglio usare le parole. Molti compagni della base, la nostra gente, in questi mesi mi hanno chiesto un impegno diretto nel partito e, grazie ai tuoi commenti sulla stampa, ho capito che c’è bisogno di mettersi in gioco in maniera trasparente e chiara. A loro oggi rispondo che sono disponibile a costruire un partito diverso, che vada fuori dalle logiche della gestione del potere, che faccia pulizia di quei gruppi di potere, politici ed economici, che piegano gli interessi di tutti per le esigenze di pochi, e che, finalmente, dia una speranza a chi ce la chiede nelle sezioni, per strada, nei luoghi di lavoro e di studio.
Caro Riziero, le parole come hai visto pesano, e anche molto, e noi le continueremo ad usare sempre, non curandoci a chi possono dare fastidio ma sempre e solamente con la premura che siano giuste.

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